rcauto

I delicati equilibri economici che ruotano attorno al settore dell’assicurazione rca, attirano ogni anno le attenzioni dell’Istituto di Vigilanza (IVASS dal 1 gennaio 2013) che si adopera per garantire libertà di mercato e tutela di milioni di automobilisti che ogni anno si ritrovano a fare i conti con le loro assicurazioni auto.

Un passo in avanti nella tutela dei consumatori del settore assicurativo, che permette agli automobilisti di trovare la polizza più adatta alle proprie esigenze, è stato la decisione di eliminare il tacito rinnovo dei contratti assicurativi, proposta già inviata a Parlamento e Governo nel 2007, che permette ad ogni automobilista di scegliere anno per anno la propria polizza, anche cambiando compagnia assicurativa.

Questa apertura, però, non sembra essere sufficiente. L’Autorità dipinge uno scenario profondamente mutato rispetto a quando, in passato, si sono adottati provvedimenti ancora in atto e che stridono un po’ con le richieste comunitarie di libero mercato.
In uno scenario così vasto, che vede coinvolti oltre 40 milioni di veicoli assicurati in Italia ogni anno, l’Autorità sta cercando di trovare soluzioni valide soprattutto per ammodernare il concetto di  polizze Bonus/Malus.
Ma di cosa si tratta nello specifico? Il contratto Bonus/Malus altro non è che un sistema, a suo modo “meritocratico”, grazie al quale si entra, con un nuovo veicolo assicurato per la prima volta, in 14esima classe di merito per poi risalire, di anno in anno, fino alla prima. Tutto questo, però, a condizione che negli anni che separano l’automobilista dalla prima classe non si siano compiuti sinistri.

L’Isvap però, ci fa notare che oltre il 92% dei veicoli assicurati ogni anno non compie incidenti, diversamente da quanto accadeva negli anni ’90, dove il numero di veicoli coinvolti in sinistri con colpa era circa il doppio rispetto ad oggi. Lo scenario che si profila nel prossimo ventennio, se non verranno attuate modifiche al sistema Bonus/Malus ormai obsoleto e non più rispondente alla realtà, è dunque di un numero ancora più alto di quello attuale di veicoli nelle prime tre classi di merito che, però, non godranno più di un vantaggio economico dovuto alla mancanza di sinistri. Ancora pochi vantaggio, insomma, per gli automobilisti “virtuosi” che attendono una proposta seria per migliorare l’attuale scenario.

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