bici sinistriOgni giorno in Italia sono centinaia i sinistri che vedono coinvolte auto e pedoni ed in quel caso è necessario tirare in ballo la propria compagnia assicurativa che provvederà al disbrigo delle pratiche necessarie alla valutazione dei danni a persone o cose derivati dal sinistro e a risarcire, qualora si renda opportuno, l’automobilista o il pedone che ha subìto la scorrettezza.

Quello che in pochi si chiedono, ma che di giorno in giorno diventa sempre più necessario conoscere, è cosa avviene quando a provocare un sinistro sia stata una bicicletta che, come notoriamente risaputo, non ha necessità di conseguimento di alcuna patente, non obbliga a limitazioni di età e non richiede la sottoscrizione di una polizza assicurativa.

Troppe lacune, insomma, ma i numeri parlano chiaro. Nel solo 2013 il numero di ciclisti nella capitale è arrivato a circa 170mila, ben il doppio rispetto a 3 anni fa. I sinistri provocati ogni ano dai biker è di poco inferiore ai 200 con circa 3 decessi annuali di persone coinvolte nel sinistro.

Cosa avviene dunque quando ad infrangere il Codice della Strada è un soggetto in bicicletta che potrebbe non aver mai studiato teoricamente le norme che regolano il traffico viario nelle nostre città sempre più caotiche? Partiamo da ciò che la legge dice in merito. In base all’ex articolo numero 2043 del Codice Civile, chiunque arrechi danno a persone o cose è tenuto ad un risarcimento proporzionale al danno arrecato.

Un automobilista che si trovasse in difficoltà con un biker sbadato che gli arreca sinistro, quindi, dovrebbe richiedere risarcimento direttamente al soggetto, visto che il suo piccolo mezzo di locomozione non è assicurato. Un po’ poco, penseranno in molti. Eppure altri Stati non troppo lontani da noi, come ad esempio la Svizzera, prevedono assicurazioni obbligatorie per i ciclisti alla stregua di quelle sottoscritte (e pagate) annualmente da tutti gli automobilisti.

Foto: latina.ogginotizie.it

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