Non c’è legge che tenga, nemmeno quelle varate dal decreto Salva Italia del governo Monti. Il perché è presto detto. Chiunque possegga un’auto di grossa cilindrata e desideri spendere di meno, non vedersi arrivare contravvenzioni ed avere accesso gratuito in zone particolari come centri storici, non dovrà far altro che immatricolare la propria auto in Germania o, in caso di auto già in possesso, reimmatricolarla come vedremo di qui a breve.

Fatta la legge, trovato l’inganno, insomma. Questa possibilità di eludere, ma non di evadere, il fisco è permessa da alcuni “buchi” normativi che, di fatto, non hanno tenuto conto di questa possibilità per gli automobilisti italiani di spostare la documentazione della propria auto in Germania o, come si sta diffondendo negli ultimi mesi, anche in molti Paesi dell’Europa dell’Est.

Ad avvantaggiarsi di questa formula moltissime aziende del Belpaese ma ultimamente anche molti privati in possesso di auto di grossa cilindrata che qui costerebbero davvero molto denaro tra superbollo, assicurazione e quant’altro.

Partiamo proprio dal superbollo. Dopo la manovra di Monti, infatti, le auto cosiddette di lusso hanno costretto i loro proprietari a sborsare 10 euro ogni Kw che eccedesse il massimo di 225. Stesso dicasi per l’RCA, sempre più esosa, che in Germania costa invece molti euro in meno.

Ma come fanno coloro che già posseggono auto aziendali o private ad eludere così facilmente in fisco italiano? Basta vendere la propria auto ad un intermediario tedesco che provvederà a reimmatricolarla nella sua nazione, affittandola poi al vero proprietario, colui che qui in Italia attende di poter guidare una supercar senza super tasse. Coloro che invece non sono proprietari di un’auto ma ne desiderano una potente senza spese, possono noleggiarla in Germania a lungo termine o prenderla in leasing. Con tutti i vantaggi connessi.

Oltre all’assicurazione molto più economica e al superbollo evitato, immatricolare un’auto in Germania permette di sfuggire all’autovelox, ai tutor e alle telecamere degli ingressi in aree Ztl o centri storici (che non registrano le targhe straniere) e sottrarsi al redditometro. Sì, avete letto bene. E questo avviene perché le società straniere che noleggiano auto anche fuori dalla loro nazione non sono tenute a comunicare al fisco i dati dei clienti, cosa che invece avviene per gli autonoleggi italiani.

E per chiudere “in bellezza” questo quadro, aggiungiamo che per fare tutto ciò chi è già in possesso di un’auto non dovrà spostarsi in Germania. Basterà far pervenire tutti i documenti necessari per l’espletamento della pratica. Questo per la risoluzione numero 344 del 2008 decisa dall’Agenzia delle Entrate che certo non si sarebbe mai aspettata una simile situazione che, per, ora ha fatto arrivare nelle casse dello Stato “solo” 66 dei 177 milioni di euro previsti da redditometro e superbollo. A tutto discapito di chi, invece, va a lavoro, a prendere i bambini e a fare la spesa con una semplice utilitaria.

Foto: grubby.it

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