Chi credeva che l’IMU per ora sarebbe rimasta l’unica  imposta a far discutere gli Italiani, forse dovrà ricredersi presto. Il ministro dell’Ambiente Corrado Clini ha infatti presentato la sua bozza sulla tutela del territorio rivolgendosi al Comitato Interministeriale perla Programmazione Economica.

In questa sede, infatti, Clini ha sottolineato l’esigenza di un’assicurazione casa, che auspica essere in futuro obbligatoria, sulle abitazioni. In questo modo, sostiene il ministro, sarebbe possibile essere al riparo da eventi come dissesti idrogeologici come quelli che in questi ultimi anni hanno flagellato diverse località italiane e lasciato senza dimora migliaia di cittadini, in alcuni casi ancora sfollati. Una nuova tassa, insomma, senza ombra di dubbio non piacevole vista la crisi generale ed i problemi a tirare a fine mese per la gran parte degli italiani.

Dopo le polemiche che non si sono fatto di certo attendere, Clini ha cercato di smorzare i toni sottolineando che in ogni caso questa possibile assicurazione non andrebbe ad eliminare gli aiuti che lo Stato, in caso di calamità naturale, deve ai cittadini. Non è bastato questo a rendere più dolce la notizia ed il dibattito, ufficialmente aperto, vede la stragrande maggioranza dei cittadini contrari all’ennesima tassazione che andrebbe a sommarsi a tutte le altre già gravose e a detta di molti insostenibili.

Ma tra tante opposizioni c’è anche chi si schiera dalla parte di Clini come Donatella Porrini che, scrivendo sul sito lavoce.info, ha difeso il ministro dell’Ambiente e la sua idea sostenendo che sarebbe ora di lasciare questa impronta assistenzialista che da sempre contraddistingue il nostro Paese ed accolla allo Stato per intero i risarcimenti a seguito dei cataclismi, provocando così spesso tassazioni straordinarie come le nuove accise sulla benzina di cui spesso sentiamo parlare.

E non è tutto. Nella sua bozza Clini ha sottolineato come un eventuale premio sulla propria abitazione potrebbe variare a seconda della zona dove l’abitazione stessa è stata edificata, e quindi se zona a rischio idrogeologico o sismico, e a seconda del fatto che sia stata costruita seguendo le regole antisismiche. D’altro canto il fatto che circa il 70% degli immobili in Italia non abbia subìto adeguamento alle suddette norme antisismiche porterebbe moltissimi italiani a rivedere la sicurezza dei propri immobili così da pagare anche un premio ridotto.

Foto: lettera43.it

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