Aumenti del prezzo del carburante per via di nuove accise e rincari della polizza auto hanno già messo in ginocchio milioni di automobilisti che ogni anno si ritrovano a pagare un premio assicurativo sempre maggiore anche se non hanno fatto né ricevuto sinistri di nessun genere.

La notizia strabiliante è che nel 2011 gli incidenti denunciati sono diminuiti del 12,3% a fronte di un aumento sconsiderato delle polizze di circa il 6%. In Italia il costo medio per sinistro è addirittura tra i più elevati d’Europa. Tutti dati allarmanti che dovrebbero farci riflettere.

A cercare di mettere un po’ d’ordine proponendo un calmiere dei prezzi ha pensato il nuovo Governo tecnico col decreto “cresci Italia”. L’Ispav (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha infatti reso note le nuove normative in fatto di stipula o rinnovo di un contratto assicurativo. Tutte le compagnie saranno infatti tenute a proporre un minimo di tre preventivi personalizzati di diversi gruppi assicurativi.

La polemica non ha tardato ad arrivare e sono molti coloro i quali, sentita la nuova normativa multi preventivazione, si domandano perplessi: se un agente è monomandatario (la gran parte di quelli attivi sul territorio appartengono a questa tipologia), basterà loro non presentare al cliente o potenziale cliente un preventivo di un’altra compagnia con un prezzo più basso e dunque concorrenziale. Il cliente sarà quindi portato, visto il rapido confronto di importi, a decidere per quella compagnia assicurativa in ogni caso credendo in buona fede al fatto che tutte le altre siano più esose.

Il problema è dunque un altro: la scelta dell’obbligo dei tre preventivi non smonta di fatto le lobby assicurative. Molto meglio sarebbe se agli agenti monomandatari si sostituisse la figura del cosiddetto broker assicurativo così da modificare dall’interno il legame tra intermediari e compagnie per le quali essi lavorano.

Foto: ultimaora.net

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