bancaIl nuovo anno non ha portato, come risaputo, floride novità in campo economico. La situazione, però, anziché rimanere invariata, è addirittura peggiorata per tutti i correntisti (ormai la gran parte della popolazione) che per qualche motivo si ritrovano ad andare in rosso con i loro conti.

Una stangata dovuta alla Civ, ovverosia alla Commissione di istruttoria veloce, che ha sostituito la commissione di massimo scoperto, più conosciuta da quanti hanno un conto corrente da un maggior numero di anni. La differenza tra Civ e commissione di massimo scoperto sta nei numeri. Il tasso fisso applicato dall’attuale Civ è purtroppo fonte di oneri maggiore a carico dei correntisti. Nonostante il tasso fisso, però, andare in rosso sul proprio conto o fido bancario costa di più in alcune Banche piuttosto che in altre. Vediamo quali sono.

Partiamo da una premessa necessaria: non tutti gli importi scoperti sono passibili di Civ. I clienti che sforano, infatti, di cifre inferiori ai 500 per un periodo inferiore ai sette giorni non sono dovuti al pagamento della sanzione prevista dalla Banca. Al di là del periodo di scoperto, invece, gli importi pari o superiori ai 501 euro vengono istantaneamente tassati. La media delle Banche italiane, tra Civ ed interessi passivi da corrispondere, è di circa 33 euro al giorno su 501 euro. Il picco di ben 50,25 permette alla Monte dei Paschi di Siena di detenere il triste primato di istituto bancario più caro in caso di scoperto sul conto.

A seguirla sul podio c’è Unicredit che per uno scoperto di 501 euro per 24 ore chiede al cliente 50,23 euro. Poco cambia se le cifre qui indicate per fare il nostro esempio sono raddoppiate: la Civ resta pressappoco intatta. Ad essere invece meno cara è Banca Intesa che però, di per contro, presenta un tasso di interesse nominale più alto. Una “pecca”, quindi, che può favorire solo coloro che hanno scoperti sul conto per periodi molto brevi.

Il presente studio, condotto dall’Università Bocconi di Milano, evidenzia dunque un dato importante da non trascurare assolutamente, soprattutto in un periodo di forte crisi come quello attuale: le Banche non possono essere interpretate dai clienti come uno strumento di finanziamento, visti i “tassi” così alti da corrispondere per cifre tutto sommato basse e per periodi brevi. L’unica soluzione, suggeriscono gli esperti, è quindi quella di richiedere un vero e proprio prestito alla Banca in caso di necessità, evitando così salassi davvero sconfortanti.

Foto: affariitaliani.it

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