In questo articolo verrà effettuata una panoramica su quello che è il gruppo Unicredit ed in particolare si approfondirà il discorso sulle “azioni Unicredit”: che andamento hanno avuto sui mercati? E’ stato sicuro in passato investirci? Conviene studiare l’andamento del titolo per capire se è conveniente oggi? Vediamo insieme.

Chi è Unicredit

La storia della banca Unicredit inizia nel 1870 con la fondazione della Banca di Genova, forse più nota con il nome di “Credito Italiano”, mutato nel 1895. In realtà però si parla di “Gruppo Unicredit” proprio perché nel suo polo strategico sono affluite altre banche, nel corso degli anni, con radici più antiche. Un esempio è quello di “Rolo Banca” le cui origini risalgono al lontano 1473. Facendo un salto temporale in avanti, uno dei primi accadimenti che è necessario ricorda è quello del 1993, momento in cui il Credito Italiano viene privatizzato sotto forma di prima Banca d’Interesse Nazionale.

Troviamo però per la prima volta il nome di Unicredito Italiano nel 1998, anno in cui si fondono insieme il Credito Romagnolo, la Cassa di Risparmio di Modena e la Banca del Monte di Bologna e Ravenna e Unicredito formato da Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona (Cariverona), Cassa di Risparmio di Torino e Cassamarca.

Quando però troveremo effettivamente il marchio “Unicredit”?
Per la prima volta in assoluto dovremo aspettare il 2003, anno chiave per uno dei gruppi italiani più noti al mondo, in cui si è portato a termine il cosiddetto “progetto s3”, ossia la creazione di tre “sotto-banche” targhetizzate per fascia reddituale ed interessi: per privati e quindi per famiglie e piccole imprese c’è la Unicredit Banca, per chi invece si posiziona con un reddito più elevato è stata fondata la Unicredit Private Banking mentre, esclusivamente per le imprese è stata fatta l’Unicredit Banca d’Impresa. Il 2003 è stato anche l’anno in cui il logo Unicredit è stato modificato nel simbolo che ancora oggi tutti noi conosciamo.

Le azioni Unicredit

Scendiamo adesso più nel dettaglio e in particolare nell’argomento introdotto all’inizio dell’articolo: le azioni Unicredit, ricordando che per chi già da subito vuole conoscere in tempo reale le quotazioni, può farlo gratuitamente cliccando qui. Va specificato fin da subito che le azioni Unicredit fanno parte del titolo italiano FTSE MIB, quindi è possibile investire sia direttamente su di esse, sia sul titolo con una data direzionalità, riuscendo ad anticipare il trend conoscendo determinati avvenimenti che stanno per succedere nella banca in questione visto la sua considerevole influenza.

Con un capitale sociale di oltre 20 miliardi di euro, oltre 143 mila dipendenti, 7839 filiali e operazioni bancarie in 17 paesi, Unicredit ha
investitori proveniente da ogni parte del globo, tra i più importanti non si possono non nominare:

  • Aabar Luxembourg S.A.R.L. (Fondo Lussemburghese controllato dalla Aabar Investments di Abu Dhabi) – 5,024%
  • BlackRock – 5,003%
  • Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona (Fondazione Cariverona) – 3,459%
  • Delfin S.A.R.L. – 3,012%
  • Gruppo Central Bank of Libya – 2,879%
  • Capital Research and Management Company – 2,696% di cui per conto di EuropeanPacific Growth Fund – 1,602%
  • Fondazione Cassa di Risparmio di Torino – 2,516% di cui è prestatore per: – 0.409%
  • Carimonte Holding S.p.A. – 2,115%

La struttura dell’azionarato di Unicredit è composta per il 43% da Retail e investitori non identificati, per il 42% da investitori istituzionali e per il 15% da azionisti strategici, termine con cui si fa riferimento agli azionisti non istituzionali con una partecipazione superiore al 2% del capitale sociale (in linea con le Istruzioni di Vigilanza diBanca d’Italia relative alla compagine sociale delle banche). UniCredit ha deciso di realizzare investimenti importanti nel processo di digitalizzazione allo scopo di rendere il Gruppo pienamente in grado di competere nella nuova arena digitale. Una prima area di lavoro sarà l’accelerazione della trasformazione digitale per aumentare la velocità e la qualità del servizio nonché migliorare la customer experience. Una seconda area di lavoro sarà lo sviluppo del nostro futuro modello di business digitale che si baserà su una nuova infrastruttura IT volta a servire i clienti con necessità di base, riducendo il cost-to-serve.

Per capire se e come investire nelle azioni Unicredit va compreso il più possibile il business model aziendale per prevenire eventuali oscillazioni improvvise delle quotazioni a seguito di determinate notizie o dichiarazioni di personaggi influenti nell’ambito finanziario.

Qual è il business model di Unicredit?

Il business model fa leva su più punti, anticipati già nel precedente paragrafo o per dirla più in chiave di marketing fa riferimento a target diversi e con conseguenti posizionamenti differenti. Quindi sostanzialmente, a partire da ciò, uno degli obiettivi primaria è quello di mantenere le suddette funzioni e svilupparle, aumentando quindi il proprio vantaggio competitivo nei confronti dei propri competitors e riuscendo ad ottimizzare i costi di gestione in una maniera il più ottimale possibile. Al di là quindi dei tre macro settori su cui punta l’azienda, Unicredit Banca, Unicredit private Banking e Unicredit Banca d’Impresa, il core business su cui si basa Unicredit stessa è quello della prossimità al suo cliente, la valorizzazione di quello che Paolo Virzi ha definito nel suo omonimo film “Capitale Umano”.

Cosa significa allora investire nelle azioni Unicredit?

Dopo aver fatto le seguenti premesse si può asserire come investire nelle azioni Unicredit significhi investire in una realtà creata ad hoc per esaudire e soddisfare le necessità del cliente e quindi non fermarsi alla semplice erogazione di un servizio bancario, ma ascoltando il feedback del proprio target di riferimento e cercando di calibrare e ottimizzare al meglio ogni propria iniziativa commerciale.
A partire da questa mission, quindi avendo fatto questa serie di considerazioni assimilabili in un’analisi economica della banca, possiamo invece affrontare il tutto da un’altra ottica ossia quello dell’analisi tecnica. Come si sono comportate le azioni Unicredit negli ultimi anni? La risposta non dobbiamo dedurla o inventarla, ma la troviamo semplicemente scritta nei grafici.
Prendendo infatti un grafico su un qualunque sito web e cercando le azioni Unicredit con un timeframe molto dilatato e che ci permette di avere un excursus anche a più annualità, possiamo istantaneamente notare come il titolo abbia avuto un trend crescente dal 2008 fino al 2015 circa e come dall’anno scorso abbia invece fatto un’inversione. Cosa vuol dire? Bisogna stare attenti? C’è il rischio di “bail-in” (famosa parolina magica sempre più in voga su portali finanziari in rete)? Le risposte a queste domande purtroppo non le possiede nemmeno un analista finanziario. Si possono fare delle previsioni, delle supposizioni, ma capire cosa realmente succederà e quale sarà la direzionalità del grafico delle azioni Unicredit nei prossimi anni non è possibile.

Qual è un dato da valutare se si vuole investire nelle azioni Unicredit?

Generalmente in borsa così come nel trading esistono due tipologie di investitori: chi fa riferimento allo scenario macroeconomico e chi valuta l’analisi tecnica. Esistono delle figure “ibride”, ma spesso ci si specializza più nell’uno o nell’altro metodo di analisi.

Qual è stata però una delle costanti in questi ultimi 30 anni che riguarda la banca così come di conseguenza anche le azioni Unicredit?
L’aumento di capitale.

Infatti, ogni volta per via di motivazioni diverse, è stato necessario attivare questa procedura. Da un punto di vista strettamente finanziario, se non si posseggono azioni Unicredit e si decide di acquistarle subito dopo l’aumento di capitale non c’è nessun problema o meglio, non c’è nessun cambiamento. Se si posseggono già delle azioni Unicredit e viene poi richiesto ad ogni singolo azionista se aderire o meno all’aumento di capitale ci saranno delle logiche conseguenze come la possibile diminuzione o il possibile mantenimento del numero di azioni già a disposizione.

Come sfruttare però l’avvenimento, se possibile, in maniera profittevole?

Generalmente quando viene introdotta liquidità e quindi quando c’è un aumento di capitale, un determinato titolo perderà potere. Andando infatti ad osservare la quotazione di Unicredit con un timeframe annuale, si può notare come tra gennaio e febbraio 2017 il valore delle azioni Unicredit sia clamorosamente crollato passando da un massimo di 29,22 a un minimo di 12,21. Fare trading in maniera astuta in quel determinato momento allora significava piazzarsi short, cioè vendere le proprie azioni proprio prima del tonfo.
Se questa mossa non è stata fatta in tempo per una qualsivoglia motivazione, che fare? Cosa succederà adesso? Osservando ai precedenti “momenti storici” per via della ciclicità della borsa, si nota come ad ogni aumento di capitale è susseguito prima un trend discendente e poi una netta ripresa, motivo per cui potrebbe rivelarsi interessante posizionarsi long e quindi a rialzo.
Altrettanta fortuna nelle azioni Unicredit c’è stata ben 6 anni fa per chi si era posizionato long, quando il 30 dicembre 2011 c’è stato un accorpamento che ha permesso alla quotazione di schizzare verso l’alto e ottenere profitto a chi aveva avuto l’occhio lungo.

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