buono fruttiferoA molti è capitato grosso modo così: spostando un vecchio mobile o mettendo ordine nelle mille cianfrusaglie dello scantinato o in soffitta, è venuto fuori un piccolo “tesoro” dei nostri nonni, un buono fruttifero postale.

Dopo la prima incredulità (le nonne solitamente ricordavano tutto ed è strano aver trovato, anni dopo la loro scomparsa, un documento a loro nome), non ci resta che capire cosa fare del buono fruttifero postale in questione perché, a seconda della sua scadenza, le sorti di quel capitale potrebbero essere diverse.

Prima cosa da fare, dunque, è leggere la data in cui il buono fruttifero è stato emesso e a che data la sua validità è terminata. Ricordate, però, che le Poste permettono anche ai risparmiatori più ritardatari di ritirare il capitale più gli interessi del loro buono fruttifero fino a dieci anni dopo la sua naturale scadenza. E così, se nel 1983 la nonna aveva deciso di mettere da parte con un buono fruttifero postale con scadenza ventennale dei soldi , il buono stesso è scaduto nel 2003 ma è possibile riscuoterlo ancora quest’anno.

Certo è che se l’intestatario del buono fruttifero è morto, non può essere proprio chiunque a riscuotere il capitale al suo posto. Sarà dunque necessario che a far richiesta a Poste Italiane per ottenere il denaro siano gli eredi dell’intestatario defunto del buono. Per comprovare di essere gli eredi basterà compilare presso l’ufficio postale una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che lo stesso ufficio è tenuto ad accettare ai sensi del d.p.r. numero 445 del 2000.

Cosa accade, invece, se sono scaduti tutti i termini per riscuotere il capitale investito? Purtroppo in tal senso la risposta non è rincuorante. Ad oggi, infatti, risulta praticamente impossibile entrare in possesso del denaro investito dai nostri parenti ormai defunti in buoni fruttiferi e la cui scadenza sia già stata superata, anche solo di pochi mesi.

Nel 2003, quando la Cassa depositi e prestiti è ufficialmente divenuta una società per azioni, i rapporti ancora in atto (come i buoni fruttiferi che continuavano a maturare) sono passati alla competenza del Ministero delle Finanze che, per non creare disparità con altri titoli come BOT, BTP e CCT che seguivano già questa regola della non possibilità di rimborso quando entrati in prescrizione, hanno assoggettato alla medesima normativa anche gli investimenti con buoni fruttiferi postali rendendo di fatto impossibile riscuotere denaro di buoni postali dimenticati. Molta attenzione, dunque, se rinvenite un buono fruttifero postale e, se c’è ancora tempo per riscuoterlo, non aspettate troppo e svolgete in fretta gli adempimenti qui descritti.

Foto: nanopress.it

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