L’ombra della crisi incombe su di noi e sulla nostra nazione, ma sappiamo realmente cosa potrebbe accadere se lo Stato italiano fallisse? Se lo stato fallisse e si indebitasse con le banche ed i gruppi finanziari senza poter dare indietro i soldi ai creditori, il futuro dei nostri stipendi mensili accrediti in banca andrebbero persi.

Speriamo che in qualche modo il governo riesca a frenare la crisi, poiché se le banche crollano, e a parere degli esperti, è molto improbabile che le banche italiane crollino, la situazione non sarebbe delle migliori. Secondo gli economisti, le banche resisteranno alla crisi perché i nostri istituti sembrano meno esposti ai titoli finanziari speculativi che hanno provocato la crisi delle banche statunitensi. E perché in Italia esiste un sistema di controlli più rigido sul sistema bancario.
Le grandi banche italiane come Unicredit e Intesa potrebbero soffrire a causa della loro presenza nei Paesi dell’Est Europa, profondamente colpiti dalla crisi. In generale, però, un fallimento è poco probabile. In caso di difficoltà interverrebbe lo Stato, con iniezioni di liquidità, o rilevando quote di capitale, come è successo in altri Paesi europei.

I danni maggiori e più immediati naturalmente stanno colpendo chi ha investito nei prodotti finanziari “avariati”: le polizze Index linked, Unit linked, i Cdo e gli altri prodotti finanziari derivati. Ma anche chi ha investito in fondi, anche i fondi comuni di investimento, che abbiano in portafoglio questi prodotti finanziari o hedge funds o private equity. E perde anche chi ha investito in titoli di aziende che stanno scendendo in Borsa.

La crisi poi danneggia il mercato del credito: sarà più difficile ottenere un prestito da una banca, verranno richieste più garanzie e i tassi di interesse aumenteranno. C’è poi il fronte degli aiuti del governo alle banche. Per reperire i fondi destinati al salvataggio degli istituti di credito lo Stato taglierà altre voci della spesa pubblica.

L‘euro attutirebbe tutto questo processo, in quanto subirebbe un calo del valore intrinseco. In seguito alla prima fase di inevitabile rovina totale, sicuramente la piccola e media borghesia verrebbe spazzata via. E così non essendoci un surplus da investire senza la possibilità di accumularlo si verrebbe a creare una situazione stabile ma anacronistica rispetto alle altre economie.

Fonte Immagine: newcitizenpress.com

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