In questo periodo di crisi è normale che i risparmiatori si chiedano se le banche presso cui risiedono i loro risparmi possano fallire e cosa succederebbe in tal caso. Ma partiamo dal dire che, secondo gli esperti, le banche italiane non possono fallire.

Comunque, è importante sempre tutelarsi, tenendo a mente certe regole:

  • Per prima cosa bisogna verificare il limite di copertura del deposito, che deve essere di 103.291,38 euro per depositante e per istituto di credito.
  • Assicurarsi che la banca sia assicurata, anche se in genere tutte le banche italiane, come anche le filiali italiane di banche extracomunitarie, devono aderire obbligatoriamente al FITD e dunque hanno la medesima tutela.
  • Assicurarsi, in caso di liquidazione della propria banca, di ricevere entro un mese dalla nomina del Liquidatore una raccomandata in cui si venga informati delle somme risultanti a proprio credito.
  • Quindi i soldi dovrebbero essere recuperati entro i primi tre mesi dall’inizio della liquidazione coatta amministrativa della banca, prorogabili ad un periodo non superiore a nove mesi.
  • Assicurarsi che la banca vi permetta di recuperare il 100%, fino al massimo di 103.291,38 euro di soldi depositi.
  • Assicurasi che, se si mettono i soldi in una banca straniera che opera in italia, quest’ultima aderisca al FITD. Per cui le condizioni e la garanzia offerte saranno le medesime di quelle delle banche italiane. Se la banca non aderisce al FITD, la garanzia corrisponderà a quella offerta dallo Schema di Assicurazione dei Depositi del paese di origine della banca.
  • Assicurasi che, in caso di un conto cointestato, esista la copertura offerta dal FITD per depositante. In questo caso, il livello di copertura di un conto cointestato è uguale al numero dei cointestatari per 103.291,38 euro, a condizione che i depositanti titolari del conto cointestato non possiedano altri conti correnti presso lo stesso istituto. In questo ultimo caso, per l’applicazione del livello di copertura, si procede a cumulare i depositi dei vari conti, imputando del cointestato la parte proporzionale al numero dei cointestatari.

Fonte Immagine: italnews.info

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