Prestiti Inpdap per Dipendenti e Pensionati

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Spesso si sente parlare, in tv o nel Web, dei cosiddetti prestiti Inpdap. Ma cosa sono davvero questi prestiti e perché appaiono tanto vantaggiosi?

Innanzitutto va sottolineato che è possibile richiedere questa tipologia di prestito sia che si lavori come dipendenti pubblici e statali sia che il soggetto richiedente sia già arrivato all’età pensionabile con Inps ed Inpdap.

Molteplici i vantaggi per questa forma prestituale. Trattandosi di un prestito personale, infatti, non è necessario giustificare la richiesta di denaro e la stessa può avvenire anche in caso di eventuali altri prestiti già in corso. Il piano di ammortamento previsto dai prestiti Inpdap ha un tasso di interesse che cresce al diminuire della somma erogata ed è possibile chiedere fino a 25 mila euro restituibili con un piano di finanziamento a 10 anni e tassi particolarmente interessanti: 3,70% di TAN e 7.79% di TAEG. Da ricordare poi che la rata e lo stesso piano di ammortamento non sono soggetti in alcun modo a variazioni durante il rimborso della cifra richiesta. Con questo prestito, inoltre, non è necessaria la firma fideiussoria di un garante.

Ma come fa un pensionato a richiedere un prestito Inpdap? Grazie alle convenzioni stipulate tra istituto pensionistico ed istituti di prestazioni creditizie, il pensionato potrà fare richiesta per questa tipologia di finanziamento presso qualsiasi ufficio che si occupi dei suddetti prestiti ed ottenere rapidamente il denaro necessario rimborsando l’importo attraverso la sua pensione. Per prestiti di importo minimo, rimborsabili cioè nel giro di quattro anni al massimo, non sarà necessario per il richiedente presentare alcuna documentazione di spesa.

Interessanti anche le novità per i dipendenti statali che hanno bisogno di richiedere un prestito Inpdap per acquistare una casa per conto dei figli non iscritti al suddetto istituto. Da oggi, infatti, il dipendente statale potrà fare richiesta all’Inpdap per un mutuo scegliendo tra il tasso fisso al 3,75 % o quello variabile che prevede per il primo anno interessi al 3,50% e per quelli successivi un interesse variabile a seconda dell’Euribor. Snellita anche la procedura di richiesta del prestito. La documentazione da presentare è infatti notevolmente diminuita per semplificare il sistema di richiesta ed andare incontro alle necessità di chi richiede il mutuo. Importante ricordare anche la flessibilità di questo prestito. Se una volta ottenuto, infatti, il soggetto si ritrovi con gravi problemi oggettivi che riducono drasticamente la sua capacità economica e quella del coniuge, si potrà fare richiesta per una sospensione temporanea del rimborso o una sua rinegoziazione.
Foto: vezzidinozze.it

Articolo scritto da angeka | Categoria: Banche.


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