bonus bebèCon l’avvicendamento del governo di Matteo Renzi a quello di Enrico Letta, alcuni decreti importantissimi come il nuovo bonus bebè 2014 sono rimasti fuori dal tempo massimo previsto per la loro approvazione e spetterà dunque al nuovo presidente del consiglio legiferare in merito. “Salvato” in extremis il decreto “svuota carceri”, è invece rimasto un vero e proprio buco a livello nazionale per quanto riguarda le famiglie con nuovi nati che intendano utilizzare le risorse previste dallo Stato.

Questa situazione di temporanea immobilità nazionale ha dunque portato quattro regioni italiane a scegliere di lavorare in autonomia per permettere alle famiglie in difficoltà di ottenere un prestito da restituire in cinque anni. Diverso dal bonus bebè 2013, che prevedeva l’erogazione di 300 euro mensili per pagare l’asilo nido ai nuovi nati o voucher per pagare un’eventuale baby sitter, per questo 2014 il bonus sarà dunque un vero e proprio prestito. Attualmente le regioni per le quali è attivo questo servizio in autonomia sono Lombardia, Friuli, Piemonte e Toscana.

Per la Lombardia ad alimentare i fondi sono Nasko e Cresco. Il primo fondo, che riguarda le madri che, nonostante le evidenti difficoltà, hanno deciso di portare avanti la gravidanza, prevede un importo massimo erogabile ai genitori di 3.000 euro mentre il secondo prevede 900 euro e riguarda tutte quelle famiglie in condizioni economiche particolarmente critiche con un bambino in casa che non abbia superato un anno di età. In Friuli, nonostante la regione abbia dichiarato di voler lavorare in autonomia per aiutare le famiglie con nuovi nati, la situazione è ancora molto poco chiara e si attendono tempi migliori per capire cosa succederà.

Il Piemonte, invece, ha chiarito egregiamente in cosa consisterà il bonus bebè 2014 per i residenti in questa regione. Il contributo, pari a 250 euro, potrà essere richiesto dalle famiglie con figli nati nel 2013 e, se in adozione, dalle famiglie dove il nuovo arrivato non abbia più di tre anni e l’iter di adozione sia terminato entro il 31 dicembre dello scorso anno. L’ISEE dei richiedenti non dovrà superar i 38.000 euro e la domanda andrà presentata all’ASL di appartenenza.

Diverso il caso della regione Toscana dove il contributo alle famiglie ammonterà a 700 euro ed il valore ISEE non dovrà superare i 24.000 euro. Le famiglie che potranno usufruire di tale bonus bebè sono quelle ufficialmente residenti sul territorio toscano almeno dal 1° Gennaio 2013. Trattandosi di iniziative prese in autonomia da queste regioni, infine, ricordiamo che nulla andrà presentato presso gli uffici INPS ma alle Banche che hanno aderito a questa iniziativa. Per la lista completa vi indichiamo due siti: abi.it e fondonuovinati.it.

Foto: missionelavoro.tgcom24.it

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