Il co-housing consiste in un nuovo modo di co-abitare, sempre più diffuso anche sul territorio nazionale. Questa modalità di co-abitazione, nata negli anni ’60 nei Paesi Scandinavi, si concretizza in una comunità residenziale in cui alcuni spazi o servizi (orto o serra, car-sharing o micro-nido per bambini) vengono condivisi volontariamente.

E’ evidente, quindi, come questo tipo di organizzazione della comunità abbia due importanti risvolti sulla vita dei suoi membri:

sociale: tutti hanno la possibilità di sperimentare nuove forme di socialità, attraverso la condivisione di spazi e attività comuni, andando oltre il semplice rapporto di buon vicinato; resta ben inteso, però, che ognuno singolarmente decide come e quando condividere il proprio tempo con gli altri co-abitanti, riservandosi la libertà di conservare i propri ritmi e i propri spazi privati;

economico: il co-housing può rappresentare un ottimo modo per risparmiare attraverso la riduzione degli sprechi (come nel caso del risparmio energetico) ed evitando di ricorrere a prestazioni o sevizi esterni (pensiamo all’esempio del micro asilo nido per i bambini della comunità) visto che ci i membri della comunità si riconoscono in un comune spirito di solidarietà e collaborazione verso gli altri; co-abitare con altre personee consente, inoltre, di fare facilmente acquisti di gruppo (i cosiddetti G.A.S, con cui si comprano prodotti di qualità a prezzi contenuti).

Il co-housing, quindi, potrebbe essere nel futuro prossimo la modalità abituale di convivere con gli altri non solo per ridurre le spese mensili, ma anche per combattere quella solitudine che spesso diventa un vero e proprio problema sociale.

Fonte Immagine: www.news.immobiliare.it

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