È purtroppo un’amara realtà: in Italia i mutui sono tra i più cari d’Europa. I numeri, resi noti dalle ultime rilevazioni di Bce e Banca d’Italia, parlano chiaro. Per un mutuo a tasso fisso per 20 anni, qui in Italia si spendono nel rimborso 15.611 euro in più rispetto al resto d’Europa. La situazione, sempre meno rosea, cambia notevolmente se il mutuo a tasso fisso è stato contratto per 30 anni: in questo caso il divario con il resto d’Europa è, in media, di ben 25.882 euro.

Cifre da capogiro, inferiori solo se parliamo di mutui a tasso variabile ma, anche in questo caso, il divario coi cugini europei c’è e si fa sentire. Pur essendo impossibile stabilire tutto con certezza, ma volendo immaginare un mutuo a tasso variabile che si mantiene costante per tutto il periodo del suo rimborso (pari a 20 anni), la distanza con gli altri Paesi europei ci porta ad un più 6.734 euro che arrivano a 11.092 in caso di mutuo trentennale.

Calcoli a parte, insomma, la situazione rende tutto più complicato ed obbliga a qualche riflessione che ci spinga almeno sulla strada giusta per capire le dinamiche di questo problema. Da sempre i prestiti ipotecari nostrani, specialmente quelli a tasso fisso, si sono distinti per la loro scarsissima convenienza. Qui in Italia, infatti, non esistono buone procedure in caso di inadempienza del debitore e questo crea un allarmante aumento dei prezzi. In più, per quanto riguarda i mutui a tasso fisso, il resto d’Europa è stato in grado di creare prodotti obbligazionari ideali per abbattere il tasso, cosa che qui non c’è. Altro punto sul quale aprire una riflessione riguarda la surroga del mutuo che, da quando è possibile senza alcuna penale per il cliente, può esporre l’istituto bancario ad un serio rischio di perdita dei capitali, cosa che incide sul prezzo finale non poco.

Tutto questo senza dimenticare, però, la crisi economica che da circa un anno sta flagellando non solo l’Italia ma l’Europa intera e in questo senso, a dare un ulteriore problema a chi vuole contrarre un mutuo, c’è lo Spread il cui aumento medio degli ultimi mesi si registra in Italia pari a 171 centesimi contro i 70 europei. Un colpo di grazia non da poco per tutti gli ambiti economici.

Foto: senzasoldi.com

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