Nel 1998 dall’art. 11 della Legge n. 431/98 è stato istituito un fondo nazionale, con il quale ogni anno i Comuni pubblicano un bando per assegnare i contributi economici a integrazione del pagamento del canone d’affitto.

Il contributo è destinato a tutti coloro che necessitano di un aiuto per il pagamento del canone di affitto dell’alloggio di casa, i quali otterranno una cifra che non coprirà, però,  per intero l’importo ma lo renderà più equo.

Hanno diritto a richiedere il contributo i cittadini a basso reddito che appartengono alle seguenti categorie:

1) Il nucleo familiare del richiedente dispone di un ISEE non superiore all’importo annuo di un assegno sociale INPS (pari a € 5.424,90 nel 2011) e per il quale, rispetto al valore ISEE, l’incidenza del canone va ridotta fino al 30% per un massimo di contributo pari ad 1/2 dell’importo annuo dell’assegno sociale;

2) Il nucleo familiare del richiedente dispone di un valore ISEE non superiore all’importo annuo di due assegni sociali INPS (pari a € 10.849.80 nel 2011) e per il quale, rispetto al valore ISEE, l’incidenza del canone va ridotta fino al 40% per un massimo di contributo pari ad 1/4 dell’importo annuo dell’assegno sociale.

Inoltre, nel caso in cui nel nucleo familiare del richiedente sono presenti persone con più di 65 anni, disabili con percentuale di invalidità pari o superiore al 67%, soggetti a sfratto esecutivo per finita locazione, minori, oppure nel caso di nuclei familiari seguiti economicamente dai Servizi sociali territoriali o con reddito zero, i limiti di reddito sopracitati possono essere aumentati fino ad un massimo del 25%.

Per poter usufruire del contributo basta presentare al  proprio Comune di residenza, entro il 30 settembre di ciascun anno, la domanda di partecipazione al bando.

Fonte Immagine – corriereinformazione.it

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