fondo-di-solidarietaChi ha contratto un mutuo per l’acquisto o la costruzione della sua prima casa ne è consapevole: in questo periodo di profonda crisi economica, rispondere positivamente alla scadenza mensile della rata può essere davvero difficile, soprattutto se in famiglia qualcuno che lavorava è costretto alla degenza a causa di malattia o se nel frattempo l’azienda per la quale si lavorava ha deciso di chiudere e licenziare i dipendenti.

Sono ormai moltissime le famiglie che, non riuscendo ad arrivare a fine mese già per le spese più banali, sono praticamente impossibilitate al pagamento dell’onerosa rata mensile per il proprio mutuo. Come fare allora? Già negli anni scorsi esisteva il cosiddetto “Piano Famiglia”, una misura di aiuto per tutti i mutuatari in difficoltà voluta dall’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, assieme a ben 13 associazioni di consumatori.

La nuova proposta, però, è quella del cosiddetto “Fondo di solidarietà”, un aiuto sicuramente più tangibile per le migliaia di famiglie in difficoltà col loro mutuo, nato già nel 2010 ma lasciato a metà. Oggi, pare, i tempi sono maturi per il cambiamento tanto atteso ed i mutuatari in difficoltà potranno far richiesta per la sospensione del mutuo con questo Fondo entro il 31 Marzo 2013.

Ma quali sono le differenze più importanti tra il vecchio Piano Famiglia ed il nuovo Fondo di solidarietà? Sicuramente la facilità di accesso. Se col Piano Famiglia, infatti, potevano far richiesta tutti coloro che avessero perso il loro lavoro a tempo determinato finendo anche in cassa integrazione, per fare richiesta di sospensione del mutuo attingendo dal Fondo di solidarietà sarà necessario aver perso il lavoro con contratto a tempo indeterminato (sempre meno utilizzato dalle aziende) o per morte o grave non autosufficienza del contraente del mutuo.

Altra differenza riguarda gli importi. Mentre col Piano Famiglia era possibile richiedere la sospensione di mutui fino a 150mila euro (esclusi quelli con tasso variabile ma rata fissa) avendo un reddito lordo non superiore ai 40mila euro, per accedere al Fondo il mutuo, di tutte le tipologie, potrà essere anche fino a 250mila euro ma il reddito preso in considerazione sarà quello ISEE che non dovrà superare i 30mila euro.

Ma la differenza sostanziale, che fa pendere il piatto della bilancia in ogni caso a favore della sospensione del mutuo con il nuovo Fondo di solidarietà, riguarda il rimborso delle quote sospese. Se, infatti, col Piano Famiglia si poteva scegliere di sospendere la sola quota capitale (e dunque pagare ogni mese solo gli interessi) o tutta la rata, dovendo poi restituire il tutto, una volta ripresi i pagamenti, con un piano di ammortamento più lungo ed oneroso, col Fondo di solidarietà le rate sospese saranno comunque a carico del mutuatario una volta ripresi i pagamenti ma gli interessi del periodo di sospensione saranno pagati alla Banca dal Fondo statale.

Come fare richiesta per la sospensione del mutuo col Fondo di solidarietà? Coloro che ne avessero i requisiti sopra descritti possono chiedere alla propria Banca l’apposito modulo, sulla falsa riga del vecchio modulo per la richiesta del Piano Famiglia, da consegnare proprio all’istituto di credito in attesa di risposta positiva o negativa.

Foto: lagazzettadilucca.it

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