indexLa crisi economica degli ultimi anni è un vero incubo che non solo riduce il potere d’acquisto ma, nel settore immobiliare, tenta di sopprimere i venditori quanto gli acquirenti. Quella di cui ci occupiamo oggi è proprio una delle problematiche immobiliari venute fuori in seguito alla crisi. Si tratta del diritto di riscatto. In questa breve guida vi spiegheremo quindi come riscattare un immobile con diritto di superficie.

Poiché molte volte il prezzo dell’esproprio è calcolato su parametri catastali piuttosto bassi,  il comune di appartenenza agisce  versando il maggior prezzo al ricorrente. Il più delle volte il comune per trovare la somma di denaro necissaria carica sugli assegnatari cooperatori, i quali sono perciò lesi. Per quanto riguarda invece le quote rispettive, al loro calcolo si giunge attraverso la tabella dei millesimi della tabella di proprietà generale.

La scadenza del diritto di superficie si verifica al novantesimo anno. Dunque, dopo il novantesimo anno la superficie sarà assegnata direttamente al demanio comunale.I benefici dell’assegnatario, come si evince chiaramente dalla legge numero 448/98 articolo 31, non sono molti. La legge stabilisce che sia lo stesso comune di residenza della superficie a fissare il valore medio della vendita. Poi, di anno in anno tenendo conto degli indici Istat si procederà con la rivalutazione. C’è poi un altro punto di cui tener conto, il quale viene spiegato sempre dalla legge appena menzionata.

Si tratta della possibilità da parte del comune interessato di non avere alcun legame con l’assegnatario. Ciò è possibile nel momento in cui si paga la quota sulla base dei corrispettivi calcolati al netto delle somme versate durante l’esproprio. Perciò se ad esempio un assegnatario ha intenzione di riscattare l’are che è stata attaualmente rivalutata, per riuscirci egli dovrà fare un’esplicita richiesta al comune. 

Fonte immagine: http://www.terzovalicogenovarotterdam.it/il-progetto-terzo-valico/terzo-valico-gli-espropri/

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