Se possedete un immobile ed avete intenzione di cambiarne la destinazione d’uso, passandolo, ad esempio, da ufficio a negozio o viceversa, dovete sapere che bisogna procurarsi un certificato che autorizza il cambio della destinazione d’uso dell’immobile presso il Comune su cui è riposto l’immobile.

In questo caso, in quanto cittadino o proprietario dell’immobile dovete inoltrare un’istanza all’ufficio urbanistica, consegnandola al protocollo generale del Comune, specificando l’avvenuta approvazione del progetto ed allegare un certificato catastale dell’immobile ed una perizia giurata.

L’ufficio, accertata la sussistenza dei requisiti, provvede al rilascio della certificazione relativa al cambio di destinazione d’uso. I tempi dell’iter si aggirano attorno ai 30 giorni, mentre i costi non ce ne dovrebbero essere, anche se, non si può quantificare esattamente il costo di tale pratica perché gli oneri concessori variano da comune a comune.

Infatti se l’unità immobiliare in questione è adibita ad uso ufficio ovviamente sarà anche un ufficio dal punto di vista urbanistico-edilizio (cioè sarà stata edificata con una concessione edilizia rilasciata dal Comune che prevedeva la realizzazione appunto di un ufficio e non di un’abitazione), e probabilmente sara stata accatastata come categoria catastale A/10.

Altrimenti, oltre a non poterci prendere la residenza, acquistando l’immobile nello stato attuale dovrete corrispondere l’imposta di registro del 7%, l’imposta ipotecaria del 2% e l’imposta catastale dell’1% (per un totale pari al 10%) sul valore effettivo dichiarato in atto (prezzo di vendita), se acquistate da un privato, oppure dovrete corrispondere il 20% d’IVA se acquistate da una società (oltre, molto probabilmente, – dipende dalla tipologia della società venditrice – il 4% tra imposta catastale e ipotecaria) se acquistate da una società (sempre sul prezzo di vendita).

L’unica possibilità è che il proprietario, prima di vendervi l’immobile, faccia un cambio di destinazione d’uso dell’immobile da ufficio ad abitazione. Ma bisogna vedere se ciò è possibile, infatti in questo caso è molto importante controllare quello che prevede il Piano Regolatore Generale del vostro Comune, il Regolamento Edilizio Comunale e sopratutto quelle che sono le prescrizioni della Concessione Edilizia che ha permesso l’edificazione del fabbricato di cui fa parte l’ufficio, valutando quindi le caratteristiche urbanistiche dell’unità immobiliare in questione e del fabbricato di cui essa fa parte.

Fonte Immagine: studioazimuth.it

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