E’ argomento molto trattato in questi tempi quello sui prezzi della benzina, che ormai hanno raggiunto valori esorbitanti, come quelli di un mese fa, che si aggiravano intorno all’euro e novanta al litro per la verde. I prezzi negli ultimi giorni sono stati fortunatamente abbassati, ma i dati medi sono eclatanti.

Infatti solo fra il 1982 e il 1983 c’era stato un aumento del 20,9%, pari a quello registrato nell’Aprile appena passato di quest’anno. Una mazzata per i portafogli di tutti gli automobilisti, che solo ultimamente hanno ricevuto la tanto desiderata boccata di ossigeno, con i prezzi che sembrano essere stabilizzati intorno a 1,72 euro al litro, sempre per quanto riguarda la verde. Il motivo delle lamentele è persto detto: dopo gli aumenti esorbitanti registrati da novembre a febbraio, ad Aprile l’incremento è rimasto nell’ordine del +3,2%. Questo dato rappresenta una frenata rispetto alla tendenza ma comunque gli aumenti non vogliono saperne di scomparire.

Questi dati si scontrano con quello, anch’esso non felice, dell’inflazione, che resta stabile al 3,4%, determinato essenzialmente dall’aumento dei costi energetici. Il vero dato stonato tuttavia si scopre andando in base agli aumenti annui, stimati intorno al 20% per i trasporti (ovviamente collegati ai carburanti) e al 10% per le risorse energetiche, un vero e proprio salasso.

Allarmante è anche il dato relativo ai beni più acquistati, con un rincaro del 4,7%, che pesa direttamente sulle tasche di ogni cittadino. Questo dato è ancora più grave se si considera che è nettamente superiore a quello dell’inflazione, delineando una situazione simile a quella vissuta durante il primo decennio degli anni ’80. Insomma, in conclusione, questi dati indicano che il costo della vita sta salendo, e di conseguenza il potere d’acquisto di tutti i cittadini sta calando vistosamente, soprattutto se aggiungiamo le nuove tasse che verranno presto annunciate dal governo.

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