Questi i risultati delle recenti ricerche avviate a livello europeo in vista della prossima Fiera dell’Energia che si terrà a Firenze il 23 settembre 2011. In testa Lombardia e Trentino, in coda Molise e Liguria, l’Italia si è classificata ai primi posti tra i paesi più ben disposti ad investire nelle cosiddette energie rinnovabili, in primis per quanto riguarda fotovoltaico e sfruttamento di risorse idrologiche.

La green economy esulta di fronte a quella che avrebbe tutta l’aria di sembrare un cambiamento di rotta del governo italiano, deciso ad intervenire in modo più diretto sul campo per compensare spinte da parti di privati che si sono rivelate non sufficienti a soddisfare le esigenze di un settore in continua crescita. Ma non è tutto oro quel che luccica e basta dare un’occhiata al numero delle domande di pubblicazioni e brevetti made in Italy per scoprire quanto arretrata sia, sul versante pratico, la realtà energetica italiana.

Triste ma vero, il bel paese non si piazza nemmeno tra i primi posti e, surclassata da Corea del Nord e States, finisce relegata sul fondo della lista. Nonostante, insomma, i tentativi di correre al riparo da eccessivi rischi di speculazioni e lo stanziamento di fondi deciso dal decreto governativo che entrerà in vigore dal 2013, il malcontento serpeggia tra le aziende più ‘in’ nel fotovoltaico, causa ‘esiguità’ di incentivi ancora non sufficientemente compensatori, come sostiene l’Anev(Associazione Nazionale Energia del Vento), rispetto ai tagli futuri previsti dalla Robin Tax.

Tra chi già da’ per spacciato il futuro ‘verde’ della penisola e chi continua a sostenere la causa a oltranza, a coronare il tutto, si intromette anche il parallelo aumento delle tassazioni che graveranno ulteriormente sulla produzione e distribuzione di risorse energetiche più tradizionali come gas ed elettricità. Una bella gatta da pelare per un governo che potrebbe ritrovarsi con un pieno di energia letteralmente agli sgoccioli!

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