Mediante due procedure denominate riliquidazione e supplemento è possibile ottenere la ricostituzione della pensione al fine di variare l’importo della pensione determinata dall’accreditamento di contribuzione versata o dovuta per periodi anteriori alla decorrenza originaria della stessa.

La variazione dell’importo pensionistico può essere richiesta quando sussiste uno dei seguenti fattori:

  • l’accreditamento dei contributi  non è stata valutata durante la prima liquidazione.  In questo caso, quando dalla verifica della posizione assicurativa del pensionato si desume che alcuni periodi contributivi non sono stati calcolati sulla prima liquidazione di pensione, si chiede la riliquidazione della pensione assieme all’erogazione degli interessi legali.
  • Si vuole richiedere una  ricostituzione reddituale. Cioè, si intende modificare il valore retributivo e/o contributivo già considerato in prima liquidazione quando in seguito alla variazione del reddito familiare il pensionato raggiunge il requisito economico per ottenere l’integrazione al trattamento minimo, parziale o totale.
  • Quando si evince che il trattamento economico del pensionato, in seguito al calcolo dei contributi versati, è di importo molto basso, al di sotto di quello che viene considerato il minimo indispensabile alla sopravvivenza, l’INPS provvede ad aumentare la pensione del richiedente fino a raggiungere una cifra stabilita dalla legge.

La variazione dell’importo pensionistico dipende sia dai redditi personali e coniugali sia dall’età del richiedente. Questa maggiorazione spetta ai titolari di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi, ai titolari di pensione per i lavoratori delle miniere, cave e torbiere, ai titolari di pensione sociale, ai titolari di assegno sociale e ai titolari di prestazioni assistenziali.

Fonte Immagine – soldiblog.it

Tags:

Sorry, Comments are closed.