Vi ricordate la diabolica e inflessibile Miranda Priestly (interpretata da Meryl Streep) de ‘Il diavolo veste Prada?’. Ebbene se il lavoro è in cima alla vostra priority list, allora dovreste fare ben attenzione agli svantaggi che il vostro stile di vita, a lungo andare, può determinare su di voi e sulla gente che vi circonda.

Esiste una vera e propria dipendenza da lavoro (sindrome da workaholism), un disturbo ossessivo-compulsivo di chi, a causa della dedizione totalizzante ad attività professionali, danneggia la propria esistenza. Niente cura dei figli, rapporti personali finalizzati al miglioramento professionale, zero interessi ricreativi e sociali, stress, rigidità comportamentale e peggioramento delle proprie condizioni fisiche e di psicologiche.

Senza arrivare alla patologia, gli instancabili lavoratori hanno, con aumento di carriera o prestigio, un cambiamento di personalità: aggressivi in famiglia, incapaci a rilassarsi, sono divorati dalla collera e ira. Apatici e cinici verso il proprio partner che considerano un accessorio, un dipendente che prima o poi si stancherà dello stile di vita e relazione.

Inoltre l’affaticamento dovuto al lavoro e lo stress accumulato, comporta una riduzione delle ore di sonno e uno stile di vita sedentario privo di interessi. Il dato più preoccupante, avvalorato dagli studi dell’Istituto di Medicina Occupazionale di Helsinki (Finlandia), è che aumenta il rischio di insorgere di malattie  (sopratutto per il sistema cardio-vascolare). Non si contano il numero di infarti tra manager, professionisti e stacanovisti.

Più colpite sono le donne che ci rimettono la salute fisica e mentale. 20 miliardi l’anno sono spesi dall’Unione Europea per assenteismo, dovuto a problemi psicologici sul posto di lavoro.

Dunque stress, attacchi panico, fobie e depressioni sono i sintomi di un malessere dovuto al ‘troppo lavoro.’

Il consiglio?

A volte è meglio non esagerare con gli straordinari, con lavori troppo stressanti (intellettualmente e fisicamente) che portano poco guadagno ma tante preoccupazioni e ore lontane ai propri amici o partner. Gli imprenditori, i professionisti o lavoratori che puntano tutto sulla carriera devono valutare come il lavoro sia una componente della vita umana importante e nobilitante, ma che è un mezzo per vivere in maniera sana e felice un’esistenza.

La decrescita serena e la riduzione delle ore di lavoro sono soluzioni per la crisi economica, per ritrovare  valori ed emozioni che abbiamo perso (o mai avuto!). Il tempo speso per guadagnare è sottratto alle passioni ed emozioni, i soldi acquisiti forse non si riusciranno neanche a godere per poco tempo o per carenza di relazioni sociali. L’ orgoglio e superbia da sindrome di ‘primo della classe’, non potranno mai essere saziati con il solo lavoro e prestigio sociale!

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