Un lavoratore dipendente che viene a trovarsi involontariamente senza lavoro, perché è stato licenziato o perché è scaduto il contratto, e che si trova nell’attesa di essere iscritto nelle liste di mobilità, può chiedere la liquidazione provvisoria della mobilità al fine di avere un immediato sostegno al reddito.

L’indennità provvisoria è una forma di supporto al reddito che ha preso il via quest’anno e che l’Inps ha progettato proprio al fine di non far pesare sul cittadino i tempi tecnici che mediamente superano 120 giorni (tempi che sono oggi necessari alle commissioni regionali per deliberare le iscrizione nelle liste di mobilità) durante i quali, invece, sarà erogata l’indennità senza attendere il completamento della necessaria istruttoria.

Per ottenere l’indennità provvisoria valgono gli stessi requisiti richiesti per presentare la domanda di disoccupazione ed in particolar modo:

  • due anni di anzianità assicurativa, cioè devono essere trascorsi due anni dal versamento del primo contributo;
  • un anno di contributi versati nell’ultimo biennio.

A tutti coloro che si trovano nella condizione di “disoccupati” e che posseggono i requisiti appena menzionati, spetta una indennità calcolata sulla base della retribuzione media percepita dal lavoratore prima del licenziamento oppure all’ex lavoratore verrà corrisposta una indennità calcolata sulla base delle retribuzioni convenzionali che vengono aggiornate periodicamente.

E’ possibile, inoltre, richiedere l’aggiunta dell’assegno per il proprio nucleo familiare se il reddito non supera determinati limiti.

Per richiedere l’indennità provvisoria bisogna compilare una apposita domanda da presentare all’Inps, nella quale il richiedente dovrà indicare i propri dati anagrafici e precisare la prestazione richiesta.

Inoltre, dopo che le procedure di iscrizione alle liste si saranno concluse, l’Inps provvederà al conguaglio di quanto effettivamente spetta al lavoratore dipendente con la domanda di disoccupazione ordinaria.

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