I mercati azionari emergenti come l’Africa hanno vissuto dei periodi problematici negli ultimi tempi, in quanto la liquidità è diminuita sostanzialmente e anche l’asset class ha subito decisi reflussi. Molteplici sono le ragioni socio-politiche che hanno bloccato lo sviluppo di questi paesi negli ultimi tempi, fra i quali è importante ricordare l’instabilità politica dei governi, la diffusione del virus Ebola e anche il crollo del petrolio fra le materie prime. Ma quali sono i consigli per investire in Africa in modo accorto? Lo specialista Tommaso Bonanata, gestore del JB Africa Focus fund, ha analizzato lo stato dei mercati in questione e redatto alcuni parametri che chiedono di essere considerati per investire in sicurezza negli Stati africani al momento attuale.

Il primo consiglio si basa sul sovrappesare lo stato egiziano e sottopesare il Sud Africa, i due paesi che presentano le maggiori allocazioni del fondo diretto da Bonanata in Africa. La lettura delle sue scelte finanziarie può essere utile a tutti gli investitori, in quanto lo specialista parte dal fatto che l’Egitto, al di là degli scontri civili che stanno minando il paese, sta portando avanti investimenti considerevoli sulle infrastrutture, sta riformando il suo sistema di tassazione e sta anche rimuovendo tanti inutili sussidi che affaticano le casse dello Stato.

Va considerata come base di partenza per gli investitori la banca egiziana Commercial International Bank, la quale presenta una esposizione sostanziale ai prestiti nel settore del retail e gestisce bene il suo business. Prova ne è il fatto che nel 2015 la banca ha registrato una crescita del 20% sull’utile per azione e ha rispettato le guide stimate nel business plan. I titoli della banca si rivelano quindi attraenti, in quanto dispongono di un RoE del 25%. Considerando che le previsioni di crescita del mercato egiziano si stanziano sul 25% nel corso del 2015 e del 35% nel 2016, si tratta di titoli meritevoli di attenzione a 360°. L’Egitto si rivela un paese positivo anche sul fronte immobiliare e soprattutto nel settore delle infrastrutture. L’affermazione matura dal fatto che Elsewedy, grande provider di infrastrutture energetiche, sta attualmente ricavando l’80% del suo fatturato da questo Stato e il 15% dalla regione del Consiglio di Cooperazione del Golfo.

Ma perché il Sud Africa chiede di essere ridimensionato dagli investitori stranieri? La ragione va ricercata innanzitutto nella situazione societaria presente in luogo, che vede il paese preferire società con flussi di entrate diversificate dal punto di vista geografico, come la compagnia telefonica mobile MTN Group e la società impiegata nel settore dei media Nasper. Il paese ha in ogni caso subito un lento aumento dei titoli a partire dal 2013 e il trend non sembra proporsi in salita secondo le prossime previsioni.

Per quanto riguarda gli altri Stati africani, è importante considerare che il livello di liquidità generale è fortemente diminuito in due Stati chiave del continente africano come Kenya e Nigeria. Ciò è dovuto principalmente a causa della disastrosa condotta politica dei governi e della mancanza di piani monetari efficaci che possano sollevare la loro economia globale. Si tratta infatti di due Stati africani ricchissimi di materie prime, ma incapaci di monetizzare la loro ricchezza naturale per il bene del paese e del suo mercato finanziario.

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