Quando una nuova tecnologia sconvolge un mercato e la concorrenza spinge l’evoluzione dell’umanità.

La chart sotto mostra la quote di mercato di Space X dal 2010 ad oggi, con proiezioni per il 2018, nel mercato commerciale dei lanciatori spaziali.
Con la standardizzazione del prodotto e la compressione dei costi, che solo un imprenditore privato sa fare, Musk è riuscito a dimezzare il costo per un lancio in orbita , ottenendo quindi un vantaggio competitivo non indifferente anche se replicabile dai competitor.

Ma ecco che con la capacità di riutilizzo del primo stadio, e qui abbiamo la “nuova tecnologia” , i costi verranno abbassati ulteriormente.
E con la nuova tecnologia, chi utilizza quella vecchia semplicemente viene spazzato via.

La chart sotto è già oggi devastante.
Mentre nel 2010 i principali lanciatori nel mercato erano l’Europa e la Russia, con il Giappone e la Cina a seguire, ecco che per quest’anno Space X controlla già il 45% del mercato, con proiezioni per l’anno prossimo di salire al 65%.
Cina e Giappone sono già stati cancellati, con Russia ed Europa compressi sempre più a valori minimali.
Di questo passo Space X rischia di avere entro pochi anni il monopolio mondiale dei lanci spaziali commerciali.

Ma il bello della concorrenza è proprio questo.
Il monopolio dura solo finchè c’è un vantaggio competitivo.
E chi subisce questo vantaggio, non rimane a guardare.
Sia la Russia che l’Europa infatti, dopo aver deriso Musk e la sua impresa, per non sparire, stanno ripercorrendo lo stesso percorso seguito da Musk.
L’Europa con Ariane 6, la Russia con il nuovo piano quinquennale (che nome orribile 😀 ) http://www.hdblog.it/…/spacex-russia-roscosmos-lanci-spazi…/

Aspettando ovviamente la replica della riutilizzabilità dei razzi, allo studio da entrambi i due blocchi, ma con i classici tempi di sviluppo degli enti paragovernativi (almeno 15 anni).

Per intanto, come mostra la seconda foto allegata, abbiamo già costi pari ad 1/10 rispetto allo Space Shuttle, e 1/4 rispetto ai migliori lanciatori pre-2011.
Con in prospettiva una ulteriore discesa grazie al Falcon Heavy, che dovrebbe portare il costo attorno ai 1500 dollari per kg.

Da notare infine che mentre agli inizi Space X viveva unicamente grazie ai sussidi statali della Nasa, già oggi circa il 70% dei ricavi dell’azienda di Musk derivano dal mercato privato.
E a quanto pare ci sta anche facendo rilevanti profitti.

Se ci mettiamo pure la futura competizione con Bezos, il futuro della corsa allo spazio è decisamente entusiasmante.
E cosa inaspettata finchè a gestire il tutto era lo stato, via via sempre meno costosa

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