Sentiamo spesso parlare di blocco del traffico, di riscaldamento globale e di notizie che interessano l’aumento dell’inquinamento nel pianeta. Cosa c’entrano questi concetti con il mondo economico e finanziario, ma soprattutto con l’universo degli investimenti? La risposta è moltissimo, perché chi sceglie di investire nel nostro presente non deve solamente conoscere alla perfezione gli strumenti che sta impiegando, ma detenere una conoscenza completa dei problemi sociali e ambientali che interessano il pianeta.

Oggi vogliamo quindi parlare dei profitti sostenibili, termine che ricorre molto spesso negli articoli economici e che merita di essere chiarito per chi desidera introdurre un investimento lungimirante e legato alla realtà del nostro presente. Secondo gli analisti dei principali siti economici, i mercati sembrano aver trovato la risposta ai problemi ambientali che interessano il pianeta terra in una fiducia e in un investimento che si rivolge alle aziende che si occupano di energia pulita. Si tratta di corporation in grado di dimostrare di possedere un certo vantaggio competitivo, in gergo chiamato economic moat, il quale deve dimostrarsi ampio o per lo meno non passibile di rallentamenti in parallelo allo sviluppo del settore. Questo significa che l’azienda deve godere di ottima salute nel presente, ma anche nel futuro, in comparazione con i competitors che potrebbero aver investito maggiormente nella ricerca e quindi proporsi più appetibili e vincenti nel futuro più prossimo.

La scelta di investire in questa tipologia di aziende è rivolta a chi desidera avere una componente energy nel proprio portafoglio finanziario, ma è al contempo convinto che il petrolio non rappresenti la risposta attuale. In altre parole, si tratta di un investimento che lascia da parte l’oro nero per concentrarsi su fonti ed energie pulite e rinnovabili, che rappresentano il futuro e l’indirizzo del settore. La crescita del settore dell’energia pulita è prevista in termini elevati secondo gli esperti, che fissano il limite temporale nel 2020. Si tratta di un arco temporale breve, perché secondo gli analisti il più è stato fatto in termini di conoscenza e la strada che prima si proponeva decisamente accidentata, è diventata larga, chiara e soprattutto spianata.

Il risultato è un’attenzione sempre minore per i combustibili fossili, che stanno diventando costosi, tranne il petrolio che è al centro di spinose vicende in questi giorni di inizio anno. La spesa non va letta però nel costo della materia, ma nel costo che fa seguito ai danni causati, in termini di persone che si ammalano, di danni ambientali spesso irreparabili e di un surriscaldamento globale che chiede ad alta voce di essere fermato. Chi non è ancora convinto può meditare sul fatto che le compagnie assicurative più importanti stanno impiegando molte delle loro risorse per studiare le energie rinnovabili e per sostenerle, perché i budget impiegati per sanare i danni che derivano dall’impiego dei fossili sta diventando sempre più inaccettabile e insostenibile dal punto di vista economico e finanziario.

I profitti sostenibili sono quindi tutti i profitti che gli investitori possono trarre da investimenti orientati alla green economy, intesa sotto il profilo energetico. Si tratta, in conclusione, di un orientamento che chiede di rivolgersi alle grandi aziende che stanno programmando importanti investimenti sulla trasmissione e anche sulla distribuzione delle energie rinnovabili. Si tratta di aziende che hanno fatto un percorso di ricerca che non si è bloccato, ma che ha gettato le basi per poter iniziare a lavorare con le energie rinnovabili in modo concreto da qui ai prossimi anni.

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