In tempi di crisi, tutti cercando di guadagnare soldi facili con gli investimenti ma difficilmente ci si riesce. Mi ha toccato particolarmente un intervento pubblico di Paolo Cardenà, discusso guru degli investimenti online che scrive:

Una delle cose più sconvolgenti che mi sia capitata negli ultimi anni è quella di avere dovuto rispondere a tutti coloro che, magari disoccupati e con la famiglia da mantenere, negli anni, mi hanno scritto chiedendomi qualche titolo sul quale investire quei pochi risparmi disponibili, in modo da poter sbarcare il lunario.

È sconvolgente per due ragioni:

– Per il dramma sociale che sta toccando ampi strati della popolazione e per la preoccupazione di tutti coloro che, senza lavoro, vivono il dramma di questa brutta epoca, con il grande peso derivante dalla responsabilità di dover sostenere la propria famiglia.

– Per l’illusione, immagino indotta dalla disperazione, che esistano vie brevi e scorciatoie per guadagnare soldi facili, credendo che la borsa sia l’albero della cuccagna.

Ecco, questo per me è stato abbastanza sconvolgente.

Anche perché, se io sapessi con ragionevole certezza cosa potrebbe fare domani la borsa, non sarei qui, ma magari impiegherei il mio tempo in modo più profittevole andando lungo o corto su un determinato titolo o indice.

Detto questo, sono abbastanza fiducioso sul fatto che, tra 5/7 anni:

– le borse si troveranno su livelli più alti degli attuali, soprattutto per quanto riguarda alcuni settori;
– anche l’India avrà assunto un ruolo significativamente più importante (rispetto ai livelli attuali) nell’economia globale;
– i capitali cinesi avranno conquistato mezza Europa e inizieranno a mettere radici nel nord Africa;
– gli Stati Uniti avranno ridotto ulteriormente il loro peso geopolitico ed economico nel contesto globale;
– la robotica e l’intelligenza artificiale saranno il cuore pulsante dell’economia mondiale;
– l’inflazione sara un po’ più alta e, conseguentemente, anche i tassi e i rendimenti lo saranno;
– il prezzo del petrolio sarà più basso rispetto ai livelli attuali;
– nel frattempo si sarà affrontata un nuova recessione e quindi, in quell’epoca, si starà vivendo una nuova fase di espansione;
– le banche centrali avranno ancora i bilanci pieni di titoli acquistati durante gli ultimi anni e durante la nuova recessione;
– l’Italia avrà ristrutturato il debito pubblico e introdotto tasse patrimoniali più incisive e inasprito l’imposta di successione;
– l’euro esisterà ancora, ma con connotazioni diverse rispetto alle attuali;
– molte banche che oggi troviamo in ogni angolo delle nostre città, saranno state spazzate via;
– la blockchain sarà patrimonio di tutti o quasi;
– esisteranno cure, a costi ridotti, per sconfiggere la maggior parte dei tumori;
– gli italiani continueranno ad essere i migliori interpreti dei Malavoglia di Verga, per la fede incondizionata (e intramontabile) che, presto o tardi, arriverà qualcuno a salvarli.
– il blog funzionerà ancora;
– tutti noi saremo un po’ più vecchi. Almeno si spera.

Un mondo migliore? Non lo so, ma lo spero.

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