Nel mese di dicembre 2015, la Federal Reserve, ovvero la Banca Centrale Americana, ha comunicato la storica decisione di alzare i tassi di interesse. Si tratta di una manovra che non veniva attuata dal 2008, per cause legate alla crisi economica e che è stata accolta più che positivamente dal mondo dell’economia e della finanza in quanto simbolica di uno sblocco e di un miglioramento in termini globali dell’economia USA. Come investire ora, dopo la scelta della FED di aumentare i tassi di interesse?

Il rialzo si propone pari a 25 punti base e il movimento era stato annunciato da mesi ma poi bloccato a causa delle turbolenze che erano state registrate a settembre e alla situazione volatile dei mercati cinesi registrata a metà del 2015. I mercati sono in seguito cambiati, si sono stabilizzati così come si è stabilizzata l’occupazione statunitense. Questi fattori, associati ad un ridimensionamento dell’affare cinese, hanno spinto la Banca centrale degli States ad alzare il costo del denaro.

Secondo gli esperti, i mercati erano più che pronti ad un tale rialzo, lo attendevano e sembravano averlo già anticipato attivando preventivamente una manovra di prezzatura. Per quanto riguarda il brevissimo termine, alla decisione di rialzo può seguire un leggero impatto negativo da parte di società particolarmente sensibili al rialzo del tasso, come ad esempio le utility e i Real Estate, ma anche qualche contraccolpo che interessa i mercati emergenti, in quanto i tassi più elevati tendono ad attirare capitali di investimento. Anche questi mercati sembrano però aver lavorato in modo lungimirante e in un certo senso avere prezzato il rialzo dei tassi in modo anticipato. Prova ne è la richiesta da parte dei banchieri dei paesi emergenti, che nel mese di ottobre avevano chiesto alla FED il rialzo.

La questione si basa ora sul comportamento che la FED terrà nei prossimi mesi, ovvero se la banca stabilizzerà i tassi sulla percentuale stabilita oppure deciderà di alzare ulteriormente il costo del denaro. Ancora una volta gli esperti leggono una certa cautela nel comportamento della Banca Centrale, in quanto un rialzo dei tassi eccessivamente aggressivo potrebbe rallentare l’attuale crescita economica e riportare i tassi vicini allo zero come è successo negli ultimi anni. La politica americana è orientata alla crescita e questo fatto chiede di essere tenuto in considerazione da chi si appresta ad investire nei mercati finanziari americani e non solo.

Gli economisti si sono quindi esposti e hanno considerato positivamente la scelta della FED, sia per tipologia di rialzo ma anche perché prima di attuarlo la Banca ha meditato e segnato il rialzo solo nel momento in cui era ben sicura si trattasse di una manovra benefica. Ora non resta che attendere se avverrà un ulteriore rialzo dei tassi e questo fatto chiede di essere valutato da tutte le persone che lavorano con i prodotti finanziari, ma anche da chi sceglie di investire nel dollaro o nelle monete internazionali.

Sappiamo, infatti, che la conoscenza del mercato internazionale si propone indispensabile per lavorare negli investimenti con intelligenza e lungimiranza, quindi la storica decisione della FED e la sua prossima mossa in materia di rialzo dei tassi non può che essere considerata attentamente dagli investitori di tutto il mondo.

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