Tra le svariate tipologie di investimento possibili, investire in oro è da tempo pratica molto diffusa sia per piccoli che grandi investitori. Come avviene per tutti gli investimenti, anche in questo caso ci sono una serie di informazioni basilari da conoscere prima di scegliere a quale modalità affidarsi per far fruttare il proprio denaro.

Innanzitutto va specificato che è possibile investire in oro acquistando monete e lingotti (in questo caso parliamo di oro fisico) o attraverso il cosiddetto “oro finanziario”. Le due tipologie, entrambe ricche di pro e contro da conoscere nel dettaglio prima di affrontare la scelta, possono fruttare all’investitore un guadagno consistente anche investendo somme minime.

Nel caso delle monete d’oro vale il valore di mercato della moneta stessa. Il valore viene calcolato in base alla quotazione di mercato cui si moltiplica il peso in grammi contenuti nelle singole monete. A ciò va aggiunto il cosiddetto spread ovverosia una quota minima aggiuntiva che rappresenta il guadagno del venditore. Minore è la grandezza della moneta, maggiore sarà lo spread.

Nel caso in cui la moneta sia composta da oro ed altri materiali, invece, il calcolo viene effettuato sui carati. L’oro puro, in buona sostanza, è composto da 24 carati che ne determinano la purezza mentre nel caso di leghe con altri metalli potremmo avere monete con 18/24 carati e così via.

Investendo in oro con le monete è possibile ottenere guadagni notevoli senza spese iniziali altissime. Importante ricordare, però, che a questa tipologia non afferiscono le monete da collezione il cui valore è intrinsecamente legato alla loro rarità piuttosto che al contenuto d’oro.

Altro interessante investimento di oro fisico è quello dei lingotti. Solitamente questa parola evoca in noi l’idea che si tratti di massicce quantità di questo materiale ma la realtà è ben diversa. I produttori, infatti, vendono agli investitori anche lingotti dal peso di pochi grammi così da permettere a tutti di investire in questo metallo prezioso senza dover sostenere costi esorbitanti.

Una volta acquistato il lingotto sarà possibile conservarlo in casa o presso i caveau delle Banche dove, sostenendo un costo periodico, sarà possibile assicurasi la protezione del metallo in una apposita cassetta di sicurezza.

L’oro finanziario, invece, permette di investire senza acquistare fisicamente dell’oro e spesso si rivela la soluzione migliore per ogni tipologia di investitore fermo restando i rischi ai quali ci si espone legati alla possibile oscillazione del mercato.

Uno degli strumenti più comuni per investire in oro è l’ETC, acronimo di Exchange Traded Commodities. Questi ETC altro non sono che fondi che cercano di replicare il prezzo (o benchmark) della materia prima di interesse. Detto in parole più semplici, quindi, se in un determinato giorno la quotazione dell’oro è salita di un punto percentuale, anche l’ETC cercherà di salire della stessa soglia. Come tutte le materie prime al mondo, però, la quotazione avviene in dollari statunitensi. Oltre che alle oscillazioni della quotazione dell’oro sul mercato, quindi, sarà necessario prestare attenzione anche al cambio Euro/Dollaro per far sì che un valore positivo a favore della moneta estera non permetta all’ETC di perdere il suo valore.

Foto: notiziacredito.it

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