La Consob ha recentemente approvato la riforma del regolamento in materia di equity crowdfunding, al fine di incentivare gli investimenti sulle start up. Si tratta di una scelta moderna e che si lega alla volontà di favorire il settore delle nuove tecnologie e della ricerca. Negli ultimi tre anni, i progetti che sono stati sottoposti ai potenziali investitori sono stati in totale 36 e di questi 14 hanno avuto successo pur contando su una base di capitali limitata.

La Consob ha quindi approvato un nuovo regolamento, che regola gli investimenti legati alle start up anche con capitali limitati e che prevede la possibilità di raccogliere i fondi direttamente on line. Le norme consentono all’investitore interessato di non doversi recare in banca al fine di perfezionare l’investimento. Le verifiche potranno infatti essere effettuate in 19 portali autorizzate anziché impiegando il classico sportello bancario e il sistema prevede che chi sceglie di investire risponda ad un questionario on line, al fine di verificare l’appropriatezza dell’investimento effettuato , per poi procedere alla sottoscrizione dell’acquisto delle quote societarie.

Si tratta di uno sturamento veloce e moderno, che si propone di ridurre i costi di raccolta e quindi di ampliare la platea delle persone interessate ad investire. Gli investimenti si aprono quindi anche ai piccoli investitori, che possono diversificare il loro portafoglio e aprire le porte alle imprese innovative. Per approvare il nuovo regolamento, la Consob ha quindi coinvolto l’AIEC, ovvero l’Associazione Italiana Equity Crowdfunding che raccoglie e rappresenta molte delle piattaforme di equity crowdfunding autorizzate nel nostro paese.

La decisione fa inoltre seguito ai dati raccolti dall’Osservatorio sul Crowdfunding del Politecnico di Milano, secondo i quali in tre anni i progetti che hanno avuto successo sono stati troppo pochi e le campagne on line di raccolta fondi non hanno ottenuto i risultati sperati. La pratica di entrare a fare parte degli investimenti in società tecnologiche di nuova generazione come le start up si è rivelata una cosa ‘per pochi’ e per promuovere l’impiego dello strumento serviva una riforma ufficiale in materia.

Ecco quindi arrivare la riforma della Consob, che si promette di coinvolgere migliaia di piccoli investitori e di convincerli ad operare attivamente nell’acquisto di azioni societarie. Lo scopo è di richiamare centinaia di piccoli investitori. Ora tutto dipende dalla volontà degli stessi, che per siglare il successo della manovra devono in pratica abbandonare le vecchie tipologie di investimento oppure operare con entrambe, diversificando il loro portafoglio.

Quali sono i benefici della manovra per gli investitori? Sicuramente si tratta di un servizio molto snello nella procedura e negli intenti. L’investitore che sceglie di acquistare azioni può farlo direttamente sul web, affidandosi ai portali di controllo e non deve quindi recarsi in banca per le procedure. Si tratta di un investimento veloce e che può essere sottoscritto anche con poche risorse. Le start up, in Italia così come in tutto il mondo, rappresentano il futuro dell’economia, quindi chi investe deve essere convinto della bontà del progetto e verificare la solidità della struttura e i vertici dell’azienda. Una volta appurata la questione, quindi dopo avere raccolto le dovute informazioni, l’investimento può avere atto. È importante notare che in questo caso l’unione fa la forza, ovvero più sono i piccoli investitori vengono coinvolti nel progetto, maggiori sono le possibilità che le start up possano raggiungere in fretta il successo e premiare con utili che nel prossimo futuro potrebbero rivelarsi cospicui.

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