Non è la prima volta che si sente parlare di moneta elettronica ma, mentre in passato si è trattato di episodi circoscritti come i Microsoft Point per Xbox o Linden Dollar per giocare a Second Life, in questo caso potrebbe trattarsi davvero di una svolta epocale in tema di transazioni on line.

A dare risalto alla portata dell’operazione Bitcoin è, tra le tante testate giornalistiche che se ne sono occupate, persino il Time che ci spiega di cosa si tratta e perché potrebbe sovvertire i canali tradizionali.

Ideata dal giapponese Nakamoto nel 2009, la moneta virtuale Bitcoin non utilizza un ente centrale e non necessita di intermediari. È per questo che si è anche parlato di moneta “peer to peer” essendo i nodi della Rete gli unici a detenere informazioni sulle transazioni eseguite con Bitcoin e permettendo di capire se è il legittimo proprietario di questo denaro digitale a farne uso e soprattutto che il denaro venga speso una sola volta per evitare il cosiddetto “double spending”, vera spina nel fianco da quando si è iniziato a parlare di monete elettroniche.

Nessuna Banca e nessun altro intermediario, assoluto anonimato dei pagamenti così come avviene con la moneta reale quando si spende in una qualsiasi attività ed un software completamente open source che può essere rimesso a nuovo e corretto da eventuali bug da chiunque abbia dimestichezza coi codici di creazione software.

L’aspetto interessante riguarda inoltre la possibilità di compiere cambi di valuta da una moneta all’altra mantenendo il proprio portafogli assolutamente virtuale e scegliendo se conservare i propri Bitcoin sul pc o depositarli in una sorta di Banca virtuale creata appositamente dagli ideatori della nuova moneta.

Il problema più serio, però, riguarda gli acquisti illeciti (merce non commercializzabile o contraffatta) che una simile moneta può permettere garantendo l’anonimato delle transazioni come spiegato poc’anzi e rendendo di fatto impossibile risalire all’acquirente.

Criticità a parte, il trend Bitcoin è in costante crescita ed addirittura c’è chi utilizza la moneta elettronica non per acquistare bensì per risparmiare ed investire. Questo, come spiegato da Krugman, rischierebbe di far diventare Bitcoin il nuovo “gold standard” cambiando totalmente le regole degli investimenti e modificando fortemente l’attuale scenario economico.

Foto: freelancemagazine.it

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