Chiunque abbia dei titoli in Banca conosce il questionario che il promotore finanziario è tenuto a far compilare al cliente per profilarlo, ovverosia valutare, attraverso le risposte date, quali siano i titoli migliori sui quali investire in base alla propensione al rischio di perdita dei fondi dimostrato dall’investitore. Questo documento, il cui nome tecnico è MiFID, valuta quindi l’adeguatezza dei prodotti finanziari acquistabili.

Molto spesso, però la realtà è diversa da come la regola impone. Capita non di rado, infatti, che il questionario si esaurisca in una semplice firma che il cliente pone al termine di un documento pre compilato dallo stesso promotore finanziario. Risultato: la profilatura è falsata e spesso, se il cliente aveva già acquistato altri titoli, si basa su risposte date precedentemente, magari diverse da quelle che lo stesso cliente darebbe oggi, soprattutto alla luce delle gravi incertezze dei mercati che in questi mesi hanno messo in ginocchio l’economia europea.

Il primo consiglio per evitare di acquistare titoli che non fanno al caso vostro, quindi, è quello di compilare fattivamente il questionario, di porre domande al vostro consulente e di non tenere per sé dubbi e paure solo per timore di apparire ignoranti in materia agli occhi del professionista che è tenuto a seguirvi. Fare diversamente potrebbe significare adattarsi ai prodotti finanziari che qualcun altro ha scelto per voi e non viceversa.

Altro aspetto fondamentale da conoscere: il cliente può, in qualsiasi momento, richiedere copia del questionario compilato se lo avesse smarrito. La Banca è tenuta a fornirne copia in tempi strettissimi ed il cliente potrà scegliere di compilarne uno nuovo. L’opposizione classica da parte dei consulenti potrebbe essere quella che, compilando un nuovo questionario di profilatura e magari abbassandosi il vostro grado di rischio, alcuni titoli vadano inesorabilmente persi.

Nessuna paura. Se quei titoli rappresentavano una acquisto azzardato rispetto alla vostra propensione al rischio, non c’è niente di meglio che disinvestire quelle cifre per trasformarle in un investimento più adatto alle vostre corde.

Foto: jcassociatisim.it

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