Le obbligazioni o bond sono delle forme di investimento che permettono di percepire periodicamente la cedola promessa in fase di collocamento del titolo e quindi di ottenere alla sua scadenza nominale il capitale che è stato indicato nello stesso titolo. Si tratta di una forma di investimento scelta da molti piccoli medi risparmiatori, forte di avere un profilo di rischio basso e di permettere la conservazione del suo valore di capitale. Alla scadenza del titolo il valore può essere pari, superiore oppure inferiore rispetto al prezzo che è stato speso per acquistare le obbligazioni che si muovono sul mercato primario o sul mercato secondario e da qui deriva principalmente il guadagno e il successo di un certo investimento.

Esiste un rischio emittente nell’investimento di obbligazioni? La risposta è sì, perché se l’impresa o l’ente che emettono il bond falliscono, i risparmiatori possono trovarsi nella situazione di non rientrare in possesso del capitale che è stato investito, quindi potenzialmente di perdere anche la totalità dei denari spesi per acquistare le obbligazioni. Per minimizzare il rischio è quindi indispensabile fare attenzione a diversi fattori e saper riconoscere quali sono le cosiddette ‘obbligazioni spazzatura’ che si trovano attualmente nel mercato.

Gli investitori che operano in autonomia, ma anche chi si affida ad intermediari e broker devono quindi informarsi sulla tipologia di titoli e su chi li ha emessi. La buona formazione e la conoscenza finanziaria delle realtà emittenti si propone come sempre come lo strumento migliore per riconoscere chi lavora bene e chi invece è a rischio. Certamente prevedere il fallimento di un’azienda non è mai facile, anzi quasi impossibile soprattutto se frutto di manovre oscure, ma i risparmiatori devono accertarsi che chi emette le obbligazioni sia solido. La prima operazione da fare è quindi osservare il rating goduto da parte delle maggiori agenzie. Si tratta di un giudizio che esprime la loro affidabilità e che viene espresso in lettere. L’investitore può quindi conoscere se si tratta di obbligazioni che vengono considerate ‘investement grade’ quindi solide oppure ‘non investement grade’, in altri termini spazzatura o junk in lingua inglese.

Solitamente le obbligazioni spazzatura sono caratterizzate da rendimenti elevati, più elevati rispetto alla media anche se la scadenza è la medesima e vengono definite ‘ad alto rendimento’. Il rendimento massimo di questi titoli viene considerato, ad esempio BB+ per Fitch e Standard & Poor’s. Ciò che conta non è però fermarsi al giudizio attuale, ma osservare con cura come si sono comportate queste obbligazioni nel corso degli anni, ovvero nel medio e lungo termine.

Se un titolo viene considerato ‘junk‘ ma negli ultimi periodi ha dimostrato di segnare dei netti miglioramenti, potrebbe trattarsi di una eventuale promozione che indurrebbe certamente ad un calo dei rendimenti, ma alla possibilità di vendere le obbligazioni ad un prezzo più elevato. In questo caso si parla di ‘raising stars’ ovvero di stelle nascenti, di società che devono essere valutate con attenzione e con un occhio di riguardo dagli investitori.

Il caso opposto sono i ‘fallen angels‘, ovvero gli angeli caduti, obbligazioni che appartengono a società che godevano di un elevato rating e che ora si propongono in calo, quindi ad assoluto rischio per gli investitori che desiderano lavorare con le obbligazioni nei loro investimenti finanziari.

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