Per molti risparmio gestito può essere un’espressione sconosciuta mentre per altri, e qui in Italia si tratta di milioni di cittadini (si stima che il 53% del PIL interno sia costituito proprio da questo), è la formula migliore per risparmiare in maniera consapevole e sicura.

In buona sostanza il risparmio gestito altro non è che sinonimo di fondi comuni di investimento, strumento di accumulo ed investimento che il risparmiatore fa gestire, attraverso apposito mandato, a degli operatori specializzati. Tali operatori, che spesso fanno parte della cosiddetta SGR (Società di Gestione Risparmio), possono offrire ai loro clienti anche la gestione di altri interessantissimi strumenti finanziari come i fondi pensione, immobiliari, SICAV, assicurazioni sulla vita e patrimoni individuali.

Ma qual è la differenza fondamentale tra il risparmio gestito ed i depositi vincolati che il cliente può sottoscrivere direttamente presso la propria banca? Niente di più semplice: per quanto riguarda gli investimenti, per così dire privati, stipulati con la propria banca, è il cliente stesso ad assumersi i rischi e a stabilire con l’istituto bancario le scadenze per riottenere il denaro con gli interessi maturati.

Nel caso del risparmio gestito, invece, attraverso quel mandato si attua una vera e propria translazione di rischi e scadenze sugli investitori che gestiranno il denaro per il risparmiatore.

Oggi il risparmio gestito è disciplinato dal TUIF (Testo Unico delle disposizioni in materia di Intermediazione Finanziaria), nato nel 1998 a seguito del decreto legislativo numero 58, e dai regolamenti di Consob e Banca d’Italia. Il Testo Unico si è reso necessario per mettere ordine nella regolamentazione.

Le gestioni individuali, infatti, erano contemplate dagli articoli di legge civili relativi al mandato e alla legge bancaria mentre per quelle collettive ci sono stati decenni nei quali è mancata una seppur minima regolamentazione. Dalla legge sui fondi comuni del 1983 sono nati diversi fraintendimenti e disorganicità giuridiche cui il Testo Unico ha finalmente posto rimedio.

Foto: cesil.com

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