In questo clima di grandi incertezze e profonde novità che hanno colpito il mondo del lavoro ma anche quello della previdenza con la riforma Fornero e la nascita dei cosiddetti “esodati”, sono molti quelli che hanno davvero paura di non riuscire a percepire la loro pensione o di dover aspettare moltissimi anni prima di ottenere il contributo mensile previsto per gli ex lavoratori.

A dare una mano a quanti hanno ancora poca dimestichezza con le novità introdotte, con la nuova terminologia pensionistica e con tutta una serie di valori e coefficienti molto particolari arriva il Web con una serie di strumenti creati appositamente per conoscere l’età nella quale si potrà andare in pensione con i propri anni contributivi all’attivo e l’importo che, salvo nuove modifiche, si riuscirà ad ottenere.

Tra questi siti Web segnaliamo i tool on line di Virgilio che alla sezione Economia permette di conoscere queste informazioni partendo da poche informazioni di base: sesso, data di nascita, anni di contribuzione maturati, categoria professionale e reddito lordo annuo.

L’utilizzo di questi tool è molto semplice. Una volta cliccato sulla voce di preferenza, “calcolo età pensionabile” o “calcolo reddito da pensione”, basterà inserire nell’ordine richiesto le suddette informazioni necessarie al sistema per effettuare i calcoli.

Nello specifico, per “calcolo età pensionabile”, il sistema richiederà il sesso del contribuente,  se è lavoratore dipendente o autonomo, la data di nascita e gli effettivi anni di contribuzione che andranno calcolati tenendo conto di eventuali periodi di disoccupazione o aspettativa e riscatti (ad esempio il riscatto della Laurea che converte gli anni di studio in anni contributivi).

Dopo questi quattro step il sistema provvederà in pochissimi istanti a fornire l’età nella quale si potrà andare in pensione e quanti anni mancano ancora al raggiungimento del traguardo.

Per “calcolo reddito da pensione”, invece, alcune domande come sesso ed età restano invariate mentre altre, come quella sull’occupazione, sono più particolareggiate e chiedono, nello specifico, se l’utente è dipendente privato, statale, di un ente locale, artigiano, commerciante o parasubordinato.

Anche qui sono richiesti gli anni effettivi di contribuzione cui andranno aggiunti, più nel dettaglio, anche i mesi, il reddito attuale lordo all’anno e la percentuale di aumento del reddito rispetto agli anni precedenti con tre possibili opzioni: contenuto (1%), medio (2%) o marcato (3%). Una volta risposto alla sesta ed ultima domanda, premendo “continua” apparirà a schermo l’importo lordo che si potrà percepire una volta in pensione, da che mese ed anno sarà possibile percepirlo e quale sarebbe l’importo lordo riscuotibile se si attendesse un ulteriore lasso di tempo prima di fare richiesta per il pensionamento.

Foto: guide-online.it

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