congedo-per-lutto_324x268Il congedo per lutto è un permesso straordinario al quale ogni lavoratore ha diritto. In questa breve guida vi illustreremo tutto ciò che c’è da sapere su questo permesso, dal modo in cui è possibile ottenerlo fino alle sue limitazioni. Partiamo dal fatto che, com’è logico che sia, il congedo per lutto non ha bisogno di alcun tipo di preavviso. Esso viene richiesto dal lavoratore nel momento in cui viene a mancare un parente (entro il secondo grado) o un membro della famiglia anagrafica.

A fare richiesta del congedo è direttamente il datore di lavoro, il quale deve provvedere entro i sette giorni dall’avvenuto decesso. Tale congedo non può superare i tre giorni. Una volta che il datore di lavoro avrà inoltrato la sua richiesta, sarà poi il richiedente che dovrà renderla valida, presentando la documentazione necessaria.

Come anticipato, ad avere diritto a questo congedo è ogni lavoratore dipendente, sia di enti pubblici che di enti privati. Può usufruirne quindi ogni lavoratore che ha stpulato un regolare contratto di lavoro, anche se a tempo determinato o part time. Una domanda che tutti si pongono è se il congedo per lutto sia retribuito. Ebbene, la legge prevede la retribuzione. Non è però l’Inps o un altro ente a provvedere a ciò, ma lo stesso datore di lavoro.

Quanto alla documentazione necessaria, a cui abbiamo fatto cenno, e che deve essere presentata da ciascun lavoratore che abbia ottenuto il congedo al suo rientro, essa consiste nel certificato di morte. Tale documento deve essere rilasciato dal comune. In sua mancanza va altrettanto bene un’autocertificazione firmata, nella quale bisogna inserire, oltre i dati anagrafici del richiedente, quelli del deceduto ed ovviamente i giorni richiesti per assentarsi dal lavoro. Gli ultimi aspetti da tenere in considerazione sono che il congedo per lutto interrompe le ferie in atto e nei tre giorni non rientrano i giorni festivi e non lavorativi.

Fonte immagine: http://www.fitet.org/lista-territorio/45102-lutto-in-toscana.html

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