lavoro-intermittenteCon la legge Biagi del 2003 si stabilivano nel nostro Paese le regole che disciplinavano il cosiddetto contratto di lavoro a chiamata. Definito anche contratto intermittente, questo tipo di contratto è nato con l’obiettivo di regolamentare il lavoro a fattura. Ma la riforma Fornero non ha risparmiato neanche questo tipo di contratto, e quindi cercheremo di capirne un po’ di più, spiegandovi cosa si intende per lavoro a chiamata e quali sono le novità al riguardo.

Com’è facile intuire dal nome, il lavoro a chiamata indica quelle prestazioni lavorative che si svolgono in modo discontinuo ma che sono comunque definite e tutelate da contratti di tipo territoriale o nazionale. Per la legge Biagi il contratto di lavoro a chiamata può essere stipulato da qualsiasi lavoratore, dai disoccupati con un’età inferiore ai 25 anni fino alle persone con più di 45, compresi i pensionati.

Ma questo tipo di contratto può essere stipulato solo per alcune categorie di lavoratori, tra cui rientrano ad esempio i lavoratori dello spettacolo, il personale addetto alla sorveglianza, il personale di alberghi, ristoranti e servizi pubblici, e ancora gli addetti alle pompe di carburante. Dunque questi lavoratori si mettono a disposizione di un datore per un lavoro a chiamata, sia tramite contratto a tempo determinato che a tempo indeterminato.

Al lavoratore a chiamata deve essere riconosciuto lo stesso trattamento normativo, economico e previdenziale che spetta ai colleghi di pari livello. Ma cosa cambia con la riforma Fornero? Innanzitutto c’è da dire che ai vecchi contratti a chiamata si darà l’addio il prossimo 18 luglio. Le modifiche della nuova manovra mirano soprattutto ad evitare possibili abusi. Tra le novità segnaliamo l’età dei lavoratori, visto che ora si può stipulare il contratto anche con persone con più di 55 anni. Inoltre non sarà più possibile stipulare contratti solo per determinate settimane dell’anno (durante le ferie estive, le festività natalizie e pasquali), e cambiano anche le modalità di svolgimento della prestazione. La comunicazione dovrà essere preventiva e inviata via email o via fax.

Fonte immagine: lavoro.economia.virgilio.it

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