erasmus lavoroNel gergo comune è già passato col nome di Erasmus del lavoro o, in altri casi, con quello di Erasmus 2.0. Tutte definizioni, insomma, che in ogni caso rendono bene il concetto promosso dal Governo Letta. L’idea che sta alla base di questo nuovo ed ambizioso progetto è la realizzazione di una grande rete che permetta a tre protagonisti fondamentali di lavorare in perfetta sintonia e sinergia: uffici di collocamento, aziende europee e giovani desiderosi di iniziare una nuova esperienza lavorativa e formativa in un altro Stato.

Il primo progetto all’interno di questa grande iniziativa è “My first Eures Job”, una concreta possibilità per i giovani che vogliono lavorare all’estero di trovare un impiego in un’altra nazione europea sostenendo un colloquio presso l’azienda facente parte del progetto stesso.

A beneficiare di risorse economiche stanziate per l’Erasmus del lavoro possono essere le sole aziende con almeno 250 dipendenti mentre per i giovani vale il “semplice” aspetto meritocratico. Dopo il primo colloquio in sede, infatti, l’azienda potrà decidere se assumere il giovane e, in base a questo, l’UE ha già stabilito dei tetti massimi e minimi di contributo per il trasferimento. Si parte da un contributo di 200 oppure 300 euro per lo spostamento dall’Italia all’azienda estera presso la quale tenere il colloquio. La variazione di contributo dipende dalla distanza inferiore o superiore ai 500 Km per raggiungere l’azienda. Se l’esito del colloquio sarà positivo, l’UE metterà a disposizione del giovane un importo per il trasferimento che parte da un minimo di 600 fino ad un massimo di 1.200 euro a seconda della località scelta per il nuovo lavoro.

Interessanti novità, quindi, che non riguarderanno però il solo inserimento di giovani laureati e diplomati all’interno di strutture europee ma che investirà anche il più tradizionale Erasmus che tutti i giovani universitari conoscono. In questo caso, infatti, le risorse economiche stanziate per il trasferimento di giovani laureandi presso altri atenei europei saranno notevolmente aumentati così come il numero di ragazzi che potranno accedervi che dovrebbe addirittura passare a 2,2 milioni di persone.

Altra novità riguarderà il bacino di utenza del nuovo Erasmus che potrebbe riguardare non più solo gli “over 18” già iscritti presso gli atenei di tutta Italia ma anche i ragazzi che devono diplomarsi e che potrebbero trasferirsi all’estero per il completamento degli studi e per lo stesso conseguimento del diploma.

Foto: qnm.it

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