Tra le tante discussioni al Governo su come arginare la crisi e donare nuova linfa al nostro sistema economico, non potevano mancare le novità del Decreto sullo sviluppo che nella sua seconda parte si pone degli obiettivi ambiziosi ma necessari da raggiungere: colmare il digital divide, rendere le Pubbliche Amministrazioni digitali, favorire l’e-commerce e la nascita di imprese on line.

Ma procediamo con ordine. Prima che i cittadini possano comunicare telematicamente con le PA, prima che si possa acquistare on line e prima ancora che si possa creare un’impresa attraverso il Web, è necessario colmare il digital divide che ancora persiste nel nostro Paese e non permette a tutti di usufruire in maniera equa della connessione ad Internet per mancanza di strumenti adatti o della giusta alfabetizzazione digitale.

L’obiettivo del ministro Passera in tal senso è quello di garantire agli italiani, entro il 2020, il 100% di connessioni Internet che raggiungano la velocità di 30 Mbps ed il 50% di connessioni con banda extra larga che viaggino addirittura a 100 Mbps.

Se tale obiettivo venisse raggiunto, tutto il resto sarebbe più facile da ottenere visto che il passo successivo, non meno importante, sarà permettere ai cittadini di dialogare proficuamente con le Pubbliche Amministrazioni direttamente da casa ottenendo così modulistica (da compilare on line ed inviare agli uffici di competenza telematicamente), informazioni e tutti i servizi per i quali oggi si è costretti a lunghe file, spesso inutili, presso numerosi sportelli.

L’e-government è uno dei grandi pilastri sui quali dovrebbe fondarsi lo sviluppo del nostro Paese ma per ottenerlo saranno necessarie diverse misure come la carta d’identità elettronica e la firma digitale per eliminare i vecchi imprimatur degli uffici. Ulteriore obiettivo del Decreto Sviluppo sarà quello di creare un portfolio digitale per gli studenti universitari. Tutte idee importanti ma ancora difficilmente raggiungibili. Si stima, infatti, che per adempiere a tutti gli obiettivi prefissati servirà una somma pari a 345 milioni di euro.

Dopo l’e-government, l’e-commerce. Per stimolare gli acquisti on line, il Governo dovrà impegnarsi a rendere più sicure le transazioni sul Web. E infine, come non parlare della nuova idea delle cosiddette i-Srl, le imprese on line, che potranno essere costituite direttamente attraverso il Web facendo comunicazione alla Camera di Commercio. L’i-Srl godrà, inoltre, di alcuni interessanti vantaggi come la sospensione degli obblighi di ricapitalizzazione e le esenzioni dal divieto di offerta al pubblico di quote della nuova start up per ben 48 mesi dalla sua nascita.

Foto: ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com

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