Tempo di ferie non solo per coloro che si accingono a lasciare i loro uffici per raggiungere sole e mare in tante località turistiche ma anche, e forse soprattutto, per chi ha diritto di godere delle ferie arretrare del 2010. Il tempo sta infatti stringendo: entro il 30 Giugno tutti i lavoratori dipendenti che non hanno goduto delle ferie arretrate dovranno averne completato la fruizione, pena una sanzione per l’azienda a partire da un minimo di 130 ad un massimo di 780 euro per ogni dipendente che non abbia goduto del suo periodo di vacanza e per ogni periodo di ferie non concesso.

Ma come si articolano praticamente le ferie? Così come legiferato dal decreto legislativo numero 66 del 2003, ogni lavoratore dipendente ha diritto, durante l’anno, a quattro settimane di ferie retribuite. Il lavoratore potrà scegliere di godere di sole due settimane consecutive di ferie e di usufruire del restante periodo di vacanza nei 18 mesi successivi. Eventuali altri periodi di ferie sono invece disciplinati dai Ccnl e dai contratti di assunzione.

Ecco quindi perché, facendo qualche calcolo, è arrivato il termine ultimo affinché i dipendenti che nel 2010 abbiano rinunciato ad una parte di ferie, possano oggi ottenere le tanto agognate vacanze con qualche settimana di anticipo rispetto al previsto. Su tale periodo di ferie non ancora fruite, inoltre, il datore di lavoro dovrà versare la solita contribuzione all’Inps.

Le ferie intese come “minimo legale”, ovverosia le 4 settimane che per legge ogni lavoratore dipendente deve avere durante l’anno, vige il divieto di monetizzazione, vale a dire che le ferie non fruite non potranno in alcun modo essere retribuite attraverso un’indennità sostitutiva, pena un’ulteriore sanzione. Così come scritto nel trentaseiesimo articolo della nostra Costituzione, infatti, il riposo del lavoratore è un diritto inviolabile. La monetizzazione delle ferie è permessa, invece, solo per l’eventuale periodo di ferie preventivamente concordato che eccede quello minimo e che in ultima istanza non viene fruito.

Foto: consumatori.myblog.it

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