voucherSi tratta ancora di una sperimentazione, proposta ed accettata durante il governo dell’ex Presidente del Consiglio Enrico Letta prima dell’avvicendamento di Matteo Renzi, ma avendo a che fare col mondo del lavoro, così in crisi negli ultimi anni, non può che destare interesse. Il voucher del lavoro, così come è stato soprannominato, permetterà a quanti hanno perso il loro impiego e si trovano nello stato di disoccupati di essere aiutati da agenzie preposte all’incarico per essere reinseriti nel mondo del lavoro in base alle proprie competenze ed alle mansioni già svolte in passato e per le quali si ha dunque una buona esperienza.

Le Regioni che intendono partecipare a questa sperimentazione dovranno semplicemente accreditare ed utilizzare le proprie Agenzie per l’impiego come veri e propri centri di fattiva ricollocazione dei soggetti senza occupazione. Il progetto, abbastanza semplice nel suo funzionamento ma complesso ed ambizioso nell’obiettivo che si pone, mira a ricollocare non solo i profili più richiesti ma anche tutti coloro che hanno effettuato corsi di studio e professioni “di nicchia”.

Questo progetto, il cui intento è quello di far cessare lo stato passivo di disoccupazione e le conseguenti indennità temporanee erogate dallo Stato per far fronte al disagio, prevede la possibilità per il soggetto disoccupato di scegliere nella propria Regione l’agenzia per l’impiego che preferisce e farsi seguire da un apposito tutor nel reindirizzamento verso una professione. Qualora il soggetto rifiutasse il primo impiego proposto dall’agenzia, questi perderebbe ben il 50% dell’eventuale indennità di disoccupazione che sta ricevendo mentre al secondo rifiuto l’indennità cessa di essere erogata.

L’agenzia che si occupa del ricollocamento del soggetto disoccupato ha tutto l’interesse a che questo processo vada a buon fine proprio perché il cittadino senza lavoro può scegliere una qualsiasi agenzia presente sulla Regione e perché per ogni soggetto seguito l’agenzia riscuote un fisso irrisorio mentre la quota variabile viene riscossa solo all’effettivo ricollocamento della persona in cerca di nuova occupazione.

Foto: gazzettadellavoro.com

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