forneroPer moltissimo tempo i contratti Co Co Pro sono stati utilizzati da diversi datori di lavoro per mascherare rapporti di lavoro subordinati. Ora una circolare del ministero del Lavoro, nello specifico la numero 29 dell’11 Dicembre scorso, mette dei paletti molto netti per delimitare il campo delle assunzioni con contratto a progetto.

Ed è proprio sulla parola “progetto” che il ministro Elsa Fornero ha voluto dare delle specifiche. In particolare il progetto di un vero lavoro Co Co Pro dovrà essere specifico, quindi non solo riproposizione di oggetto sociale, dovrà avere un coordinamento preciso tra chi commissiona il lavoro e chi lo esegue e dovrà avere una durata determinata, quindi stabilita a priori, o determinabile, e dunque identificabile al raggiungimento del risultato. Il corrispettivo per il lavoratore, inoltre, dovrà essere calcolato sulla base di quello che percepiscono altri dipendenti con mansioni analoghe.

Quello che il ministro ha voluto creare, insomma, è la circoscrizione di un campo finora troppo vago. Il progetto da cui prende vita il Co Co Pro, in buona sostanza, dovrò quindi essere concreto e verificabile e l’operaio assunto con questa tipologia contrattuale non dovrà svolgere compiti che siano puramente esecutivi e ripetitivi.

Ma la circolare emanata non si limita a definire nel dettaglio il progetto di un contratto come Co Co Pro. All’interno della stessa, infatti, è stata redatta una vera e propria black list nella quale vengono menzionati tutti quei lavori che per loro natura non possono rientrare in questa tipologia contrattuale. Nello specifico, non potranno più essere assunti con contratto a progetto i centralinisti dei call center inbound (ovverosia quelli che ricevono le chiamate dai clienti), gli operai del settore agricolo, estetisti e parrucchieri, istruttori di autoscuola, tutti coloro che somministrano a terzi cibi e bevande, autisti ed autotrasportatori, manutentori, facchini, i letturisti di contatori e tutti coloro che svolgono attività di segretariato.

Foto: giornalettismo.com

Tags:

Sorry, Comments are closed.