Oggetto di polemica degli ultimi giorni della politica italiana è la prossima entrata in vigore mercato delle “liberalizzazioni”, e anche se nemmeno quelli che la pronunciano sanno bene di che si tratta, cerchiamo di vedere effettivamente cosa significhi “Liberalizzare” le edicole, i taxi, le farmacie, il numero dei notai, le professioni come avvocati e giornalisti, e altri ancora.

Partendo da un punto chiave fondamentale, quello dei benzinai, si nota che la misura più importante che Monti sta studiando prevede che i gestori delle pompe possano acquistare liberamente almeno il 20% del carburante all’ingrosso da un fornitore diverso da quello del marchio per cui operano. Già solo questa sarebbe per i consumatori una rivoluzione copernicana dagli effetti straordinari sui prezzi.

Le ragioni sono presto spiegate. Attualmente i benzinai sono obbligati ad acquistare solo dalle compagnie di cui hanno il marchio. Con la nuova norma invece, potrebbero rivolgersi ad altri fornitori con effetti dirompenti sul prezzo del prodotto.  I distributori di carburanti, inoltre, saranno liberi di vendere alimenti, bevande e giornali e liberi dall’obbligo di esclusiva nei confronti delle compagnie petrolifere per l’acquisto dei carburanti. E i petrolieri liberi di aprire impianti 100% self service.

Per quanto riguarda i farmaci, si prevede che nelle Regioni con numero di farmacie inferiore al fabbisogno stimato, i farmaci di fascia C, quelle che si vendono con ricetta medica, potranno essere venduti anche negli esercizi commerciali.

Ma non è tutto: nel mirino delle liberalizzazioni finirà anche l’acqua, nonostante il referendum contro la privatizzazione. E poi ci sono i taxi,  uno dei capitoli più spinosi che ha molto agitato le acque già a partire dalle “lenzuolate” di bersani. L’ipotesi è la liberalizzazione con licenze “compensative”, in particolare, l’antitrust suggerisce di dare la possibilità agli attuali titolari delle licenze di vedersene assegnata un’altra gratuitamente.

Ed infine,  per quanto riguarda le ferrovie, ci saranno norme che aiuteranno la facilità di accesso alla rete in attesa che la nuova autorità, istituita con la recente manovra, inizi ad occuparsi del settore anche dal punto di vista della concorrenza.

Fonte Immagine: quattroruote.it

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