maternità lavoroA godere del congedo di maternità e di relativo indennizzo economico non sono solamente le lavoratrici dipendenti che, come i più sapranno, possono ottenere 5 mesi di permesso di maternità ripartiti in due mesi prima del parto e tre mesi successivi alla nascita del piccolo. Anche le lavoratrici autonome, infatti, hanno diritto al congedo di maternità ed al relativo trattamento economico previsto per legge.

Le lavoratrici in proprio che aspettano un bambino e possono godere dell’indennizzo e del congedo sono nello specifico le coltivatrici dirette, le artigiane, le commercianti, le colone, le mezzadre e le imprenditrici agricole. In caso di adozione o affidamento, i mesi di congedo concessi alla madre lavoratrice autonoma non sono 5 bensì 3, ovverosia quelli immediatamente successivi all’ingresso in famiglia del bambino. Per ottenere il congedo di maternità e l’indennizzo, però, in questo caso il bambino adottato o in affido non dovrà aver compiuto i 6 anni nel caso di bambini italiani ed i 18 anni in caso di minori stranieri in affido, affido preadottivo o adozione vera e propria.

Alle donne che subiscono aborto spontaneo o decidono di interrompere la gravidanza (ovviamente entro il terzo mese di gestazione) vengono concessi dalla legge 30 giorni di indennizzo. Il discorso appena fatto per le madri lavoratrici autonome non vale in nessun caso per i padri lavoratori autonomi, anche se in caso di affido o adozione di minore italiano o straniero. Ma vediamo ora più nello specifico cosa spetta economicamente alle donne che stanno per avere un bambino e lavorano in proprio. La retribuzione di indennità di maternità viene calcolata all’80% della retribuzione giornaliera convenzionale, stabilita di anno in anno. Il pagamento dell’indennità parte direttamente dall’Inps ed avviene solo dopo la nascita del piccolo.

Per richiedere l’indennità di maternità, le lavoratrici autonome dovranno compilare un particolare modello, denominato IND/MAT SR14, da consegnare alla sede Inps più vicina alla propria residenza. In alternativa la lavoratrice potrà decidere di farsi aiutare gratuitamente da un qualsiasi Patronato riconosciuto per legge. Al modello sarà necessario allegare una certificazione o autocertificazione che attesti il legame madre/figlio ed inoltre, nel caso di richiesta di indennità di maternità per adozione o affido, sarà necessario attestare la data nella quale il bambino è entrato a far parte del nuovo nucleo familiare, se il bambino è italiano, mentre, se il minore è straniero, non solo la data di ingresso in famiglia ma anche  i giorni necessari di astensione dal lavoro e l’avvio del procedimento presso il nostro Tribunale Italiano che valida l’adozione o l’affido.

Foto: nostrofiglio.it

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