mobbingCapita spesso di lavorare in un ambiente dove i rapporti con un superiore o un collega possano essere particolarmente difficili e rendere molto complicato essere produttivi e portare a termine gli obiettivi fissati dall’azienda. Tutto questo, quando assume delle particolari e delicate caratteristiche, ha il nome di mobbing, dall’inglese “to mob” ovverosia attaccare, e fortunatamente una via d’uscita da conoscere per non brancolare nel buio e non sentirsi soli.

Le vessazioni da parte di datore di lavoro o altro soggetto nell’ambito lavorativo non devono essere sottovalutate né sopportate per evitare di perdere il lavoro. Benché la situazione occupazionale degli ultimi anni sia tutto fuorché positiva, infatti, per legge il dipendente ha diritto a vivere serenamente nell’ambiente lavorativo di competenza così da poter proficuamente svolgere i compiti per i quali viene pagato. Iniziamo col circoscrivere immediatamente il campo per evitare possibili fraintendimenti.

Quello che è perseguibile per legge col nome di mobbing riguarda tutte le ingiurie, calunnie, offese ed altro tipo di violenza che possono ledere in maniera grave la salute psichica ma anche fisica di un individuo che, continuamente vessato, non riesce più nei suoi doveri lavorativi.  Ciò che a questo punto un lavoratore dovrà fare sarà poter provare a terzi l’effettiva vessazione subìta. Per farlo il dipendente dovrà raccogliere più prove possibili, cercare nei colleghi i testimoni più veritieri ed obiettivi di quanto accade in ufficio e, se necessario, tenere da parte mail ed altri documenti che provino il mobbing, finanche registrando eventualmente telefonate dove il superiore o un altro collega offendano il dipendente e chiedendo al proprio medico curante o all’ospedale presso il quale ci si è fatti visitare il referto che prova una compromissione a livello psichico o fisico.

A questo punto il lavoratore vittima di mobbing deve rivolgersi ad un legale presentando tutto il materiale a sua disposizione. Se l’avvocato riscontrerà in ciò che gli è stato fornito gli elementi utili per parlare di violenza privata, lesioni, calunnie e diffamazione, si procederà con una causa contro il soggetto che si è reso colpevole di simili atti. Quando si parla di mobbing, nessun lavoratore deve sentirsi solo. Da diverso tempo, infatti, sono state istituite tutta una serie di associazioni cosiddette anti-mobbing il cui obiettivo è quello di indirizzare i soggetti vessati da colleghi o datori di lavoro violenti verso gli organi di competenza più adatti. Al sito Internet oltreilmobbing.it, gli utenti potranno trovare un’utile lista di associazioni che in tutta Italia forniscono supporto a chi dovesse averne bisogno.

Foto: disturbipsichici.info

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