PensioniC’è aria di novità per quanto riguarda le pensioni, tema ampiamente discusso in questi ultimi anni e che, stando a quanto finora trapelato, non cesserà di creare malcontento tra i contribuenti. Uno dei primi aspetti che cambierà a partire dal prossimo Gennaio 2014 riguarderà le pensioni “di lusso”, quelle, cioè, che prevedono un lordo mensile di 3.000 euro al mese o giù di lì. Per questa tipologia di pensionati, il Governo ha deciso di non adeguare per il prossimo anno gli importi all’inflazione crescente.

Ciò vorrà dire, in termini più semplici, che l’aumentato costo della vita non porterà ad un conseguente aumento dell’importo mensile corrisposto ai contribuenti ormai in pensione. Non è ancora possibile quantificare la perdita ma, stando all’attuale aumento dei prezzi per il 2013, pari all’1,5%, nelle tasche dei pensionati in ogni caso più fortunati ci sarà un ammanco per il prossimo anno di circa 40-45 euro lordi al mese, grossomodo 25 euro netti.

Ma tra le novità più spiacevoli che il 2014 porterà con sé in fatto di pensioni c’è sicuramente altro. Innalzati, infatti, i tetti d’età per le lavoratrici che dovranno percepire la pensione di vecchiaia (quella, cioè, che è possibile percepire raggiunta una certa età, a prescindere dagli anni di contributi che dovranno però essere in ogni caso almeno 20). Questo innalzamento, che segue quanto già previsto nel 2011 dalla riforma Fornero, porterà le lavoratrici dipendenti del settore privato a spostare di sei mesi la loro età pensionabile.

Passeranno così dai 62 anni e 3 mesi in vigore per il 2013 a ben 62 anni e 9 mesi. Per le lavoratrici dipendenti del settore pubblico, invece, si resta come per gli uomini ai 66 anni e 3 mesi. Le donne lavoratrici autonome, invece, vedranno anch’esse aumentare la loro età pensionabile di ben un anno passando dagli attuali 63 anni e 9 mesi a 64 anni e 9 mesi.

Novità in negativo anche per la pensione di anzianità (quella, cioè, erogata anticipatamente a quei contribuenti che, a prescindere dall’età anagrafica, hanno già maturato l’anzianità contributiva necessaria per richiedere la pensione stessa). In questo caso, infatti, uomini e donne vedranno aumentare l’età pensionabile di 1 mese passando dai 42 anni e 5 mesi, ora previsti per gli uomini, a 42 anni e mezzo e dai 41 anni e 5 mesi, ora previsti per le donne, a 41 anni e mezzo.

Questo senza contare che la pensione anticipata sarà in ogni caso ulteriormente penalizzata per chi lascia il lavoro prima dei 60-62 anni di età. In questo caso, infatti, verrà decurtato dall’assegno mensile l’1% dell’importo per ogni anno che separa il pensionato anticipato dai 62 anni anagrafici mentre questa soglia sale addirittura al 2% per tutti gli anni che separano il pensionato anticipato dai 60 anni anagrafici.

Foto: intermediachannel.it

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