Martelletto del giudice per Offerte lavoro CataniaEsistono diversi casi in cui un datore di lavoro non rispetta i diritti dei propri dipendenti. Quando ciò si verifica, il lavoratore dipendente può ricorrere al giudice del lavoro. Ma in quali casi questa figura può essere d’aiuto? Ed in che modo ci si può rivolgere ad un giudice del lavoro? E’ proprio quanto vi spiegheremo in questa guida.

Sono diverse le situazioni in cui è lecito fare ricorso ad un giudice del lavoro: se ci sono anomalie pertinenti le retribuzioni; se non vengono rispettati gli accordi su permessi e ferie; quando si verificano irregolarità inerenti alle malattie ed agli infortuni; se si subisce un licenziamento irregolare. Chiaramente in ogni caso datore di lavoro e dipendente dovrebbero giungere ad un compromesso tramite la conciliazione, a cui si può giungere in un termine massimo di sessanta giorni.

Se questo non accade e qualsiasi accordo sembra impossibile, allora si chiama in causa il giudice. Richiedere l’intervento di un giudice del lavoro vuol dire dare inizio ad un vero e proprio processo civile, in cui il giudice, dopo aver valutato i fatti e gli elementi a sua disposizione sarà chiamato ad emettere un giudizio finale. Sono diversi i gradi di giudizio previsti. Dopo l’appello iniziale, infatti, ci si può appellare nuovamente fino al grado di appello massimo che la Cassazione prevede.

Quanto alla causa, il suo svolgimento è come quello di una qualsiasi causa civile, dunque si compone delle differenti parti come gli interrogatori, la valutazione delle provi, le disquisizioni ed appunto la sentenza finale. Di norma il giudice cerca sempre di arrivare ad un accordo tra le due parti, ma se c’è una certa ostilità alla conciliazione il giudice può decidere il pagamento di una determinata somma di denaro così da risarcire la parte lesa del torto subìto. Si prevede una sentenza di primo grado ed una seconda sentenza di condanna

Fonte immagine: http://urbanpost.it/come-e-quando-rivolgersi-al-giudice-del-lavoro

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