051020111911371In questo periodo di crisi avere un lavoro è una grande fortuna che in pochi hanno. Ma oggi non ci occupiamo di chi non ha il lavoro, bensì di chi ce l’ha ed è in apprensione perché il suo stipendio tarda ad arrivare. Può infatti capitare a molte categorie di lavoratori di ricevere in ritardo il proprio stipendio, situazione che può generare diversi disagi. Pertanto, cercheremo di capire proprio come si possono far valere i propri diritti e ci si può comportare in casi del genere.

Partiamo dall’importante presupposto che la legge italiana tutela il lavoratore. Ed infatti l’articolo 36 della nostra Costituzione e l’articolo 2099 del Codice Civile si schierano proprio dalla parte di chi lavora, sottolineando l’obbligo del datore di lavoro di rispettare ciò che il contratto stabilisce.

Naturalmente, tra questi vincoli contrattuali che devono essere obbligatoriamente rispettati c’è la data entro cui si deve ottenere la retribuzione. Quando ciò non accade ci si può difendere. Il dipendente che non riceve lo stipendio nei limiti di tempo prestabiliti dalla legge o dal suo contratto ha infatti diritto al pagamento degli interessi. Questi interessi vengono conteggiati sullo stipendio lordo ed attualmente sono del 3%.

Ma c’è di più. Come abbiamo detto il ritardo nel pagamento dello stipendio comporta non pochi danni al lavoratore. Mettiamo ad esempio che il lavoratore, proprio a causa del ritardo, non riesca a pagare la rata del mutuo o le bollette. Ovviamente non si può non tenere conto di ciò, e dunque il lavoratore oltre agli interessi può chiedere di più. E’ nei suoi diritti richiedere sia la svalutazione monetaria comportata dai danni subiti per non avere ricevuto la retribuzione nei tempi previsti, che richiedere il risarcimento dei danni morali. Non va infatti trascurato che chi non riceve il denaro che gli spetta nei tempi stabiliti va incontro non soltanto a delle difficoltà pratiche ma anche ad un malessere psicologico, dovuto a stati di ansia e stress. Naturalmente bisogna procedere sempre avendo le dovute prove del ritardo.

Fonte immagine: divorzista.com

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