studente fuori sedeIl famoso “Governo del fare” insediatosi di recente ha  gli studenti nella sua agenda delle impellenze cui prestare in maniera rapida tutta l’attenzione del caso. In particolare, gli studenti coinvolti nella nuova iniziativa del Governo sono tutti coloro che, conseguiti dei brillanti risultati scolastici, hanno intenzione di iscriversi a corsi di studio accademici in Atenei esterni alla propria regione di residenza.

Il bonus mobilità, così è stato soprannominato il nuovo intervento volto a valorizzare i giovani e la cultura, partirà quest’anno e riguarderà dunque tutti quegli studenti che a partire da Settembre inizieranno ad iscriversi come fuori sede alle diverse Università extra regionali. Lo stanziamento di nuove risorse economiche, più precisamente 5 milioni di euro per il biennio 2013-2014 e 7 milioni di euro per il 2015, sarà erogato dividendo le cifre tra le regioni con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le altre regioni e le due province autonome di Trento e Bolzano.

Ciascuna Regione dovrà quindi preparare una propria graduatoria interna per tutti gli Atenei presenti nel territorio e le borse di studio per la mobilità degli studenti saranno erogate proprio in base a queste graduatorie. Gli studenti che potranno richiedere tale bonus per la mobilità universitaria saranno tutti coloro che, conclusi gli studi superiori con eccellenti risultati, decidano di uscire dalla propria Regione di residenza per iniziare un corso di laurea tradizione o magistrale (a ciclo unico) studiando presso Università italiane di tipo statale o non statale.

Non saranno prese in considerazione eventuali richieste riguardanti le Università telematiche. Accanto a questo il nuovo Governo ha pensato a tutta un’altra serie di provvedimenti che agevolino a tutto tondo il sistema accademico italiano permettendo di ottenere 3000 nuovi posti per ordinari e ricercatori nel 2014. Per questa grande operazione dovranno essere stanziati ben 75 milioni di euro nel prossimo biennio. A questo si assocerà l’unificazione delle risorse finanziarie in un fondo unico per tutti quei finanziamenti di tipo tradizionale già in atto e rivolti alle Università per la programmazione triennale del piano di studi, per i dottorati e per la ricerca.

Foto: idealista.it

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