C’è chi va fiero del proprio cognome, ma c’è anche chi se ne vergogna. Pensate che ogni anni solo in Italia sono più o meno 1400 le persone che decidono di modificare nome o cognome. Quanto al cognome, il motivo che può spingere una persona a presentare questa richiesta e che nell’immediato ci viene in mente è il portare uno di quei cognomi per così dire bizzarri, che suscitano riso negli altri e imbarazzo e disagio per l’interessato.

Ma non è solo questa la motivazione alla base di un simile cambiamento: c’è chi vuole un altro cognome per non rivelare le proprie origini naturali,  chi vuole portare quello della madre o di entrambi i genitori, chi come le donne risposate intendono dare ai propri figli il nome del nuovo marito, e perfino chi vuole acquisire un nome d’arte.

Per tutti i casi l’iter da seguire è lo stesso, ed ora esaminiamo in cosa consiste. Per prima cosa, dobbiamo dire che oggi questo procedimento è molto più semplice grazie alle nuove norme contenute nel decreto presentato dal ministro Filippo Patroni Griffi, che hanno apportato una serie di modifiche alla legge del 2000. Se prima per cambiare cognome ci si doveva rivolgere prima al Ministro dell’Interno, che doveva rilasciare l’autorizzazione per inoltrare l’istanza al prefetto della provincia di residenza del richiedente, ora basta rivolgersi solo e direttamente al prefetto.

Naturalmente, grazie al trasferimento di tutte le competenze al prefetto la procedura diviene più snella, accorciando notevolmente i tempi per sbrigare l’intera pratica. Dunque basta semplicemente presentare la propria domanda al prefetto del luogo di residenza, il quale esaminerà e deciderà sull’istanza. Quanto ai tempi, se prima dell’approvazione del nuovo decreto bisognava aspettare almeno tre anni per poter usare il nuovo cognome, ora si sono dimezzati, visto che sarà sufficiente aspettare un anno e mezzo.

Fonte immagine: molise24.it

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